Autore : SUA SANTITÀ PAPA GIOVANNI PAOLO I
Dall’Omelia di Santità Giovanni Paolo II domenica 16 maggio 2004
1. “Vi dò la mia pace” (Gv 14,27). Nel tempo pasquale ascoltiamo spesso questa promessa di Gesù ai suoi discepoli. La pace vera è frutto della vittoria di Cristo sul potere del male, del peccato e della morte. Quanti lo seguono fedelmente diventano testimoni e costruttori della sua pace.
In questa luce mi piace contemplare i sei nuovi Santi, che la Chiesa addita oggi all’universale venerazione: Luigi Orione, Annibale Maria Di Francia, Josep Manyanet y Vives, Nimatullah Kassab Al-Hardini, Paola Elisabetta Cerioli, Gianna Beretta Molla.
(…)
7. Dell’amore divino Gianna Beretta Molla fu semplice, ma quanto mai significativa messaggera. Pochi giorni prima del matrimonio, in una lettera al futuro marito, ebbe a scrivere: “L’amore è il sentimento più bello che il Signore ha posto nell’animo degli uomini”.
Sull’esempio di Cristo, che “avendo amato i suoi… li amò sino alla fine” (Gv 13,1), questa santa madre di famiglia si mantenne eroicamente fedele all’impegno assunto il giorno del matrimonio. Il sacrificio estremo che suggellò la sua vita testimonia come solo chi ha il coraggio di donarsi totalmente a Dio e ai fratelli realizzi se stesso.
Possa la nostra epoca riscoprire, attraverso l’esempio di Gianna Beretta Molla, la bellezza pura, casta e feconda dell’amore coniugale, vissuto come risposta alla chiamata divina!
8. “Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore” (Gv 14,28). Le vicende terrene di questi sei nuovi Santi ci spronano a perseverare sulla propria strada, confidando nell’aiuto di Dio e nella materna protezione di Maria. Dal cielo ora veglino su di noi e ci sostengano con la loro potente intercessione.
L’udienza del Papa ai pellegrini, lunedì 17 maggio 2004
“Dopo la solenne celebrazione di ieri, in cui ho avuto la gioia di proclamare sei nuovi Santi, sono lieto di incontrare voi, legati a loro da speciali vincoli di affetto spirituale. Nel rivolgervi il mio cordiale saluto, vorrei ora, insieme con voi, soffermarmi a riflettere brevemente sulla devozione mariana di questi Santi....” il Papa ha cominciato a dire.
Dopo di che, riferendosi a santa Gianna, ha continuato: “Anche Gianna Beretta Molla nutrì una profonda devozione verso la Madonna. Il riferimento alla Vergine è ricorrente nelle lettere al fidanzato Pietro e nei successivi anni della sua vita, specialmente quando fu ricoverata per l’asportazione del fibroma, senza mettere in pericolo la creatura che portava in grembo.
Fu proprio Maria a sostenerla nell’estremo sacrificio della morte, a conferma di quanto lei stessa aveva sempre amato ripetere: “Senza l’aiuto della Madonna, in Paradiso non si va”.
Infine il Papa ha concluso: “Carissimi, vi aiutino questi nuovi Santi a far tesoro della loro lezione di vita evangelica. Seguitene le orme e imitatene, in modo particolare, la filiale devozione alla Vergine Maria, per progredire sempre, alla sua scuola, sulla via della santità.
Con questo auspicio, che accompagno con la preghiera, rinnovo a tutti voi e ai vostri cari la Benedizione Apostolica.”
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Gianna Emanuela, insieme a tutti i suoi familiari, ringrazia con tutto il cuore il carissimo Leonardo Sellitri, il Parroco Don Cornelio Ibeh e il Gruppo di Preghiera “Amici di Santa Gianna Beretta Molla” in Conversano (Bari), per tutto l’affetto, l’ammirazione e la devozione per la sua Santa Mamma.
NOTIZIE UTILI PER PELLEGRINAGGI E VISITE
Magenta:
· Casa natale di Gianna, in via Roma 89.
· Basilica di San Martino, dove Gianna è stata battezzata, l’11 ottobre 1922, e dove si è sposata, il 24 settembre 1955, con l’ing. Pietro Molla.
· Istituto Canossiano, con l’Oratorio che fu, per Gianna, la sua seconda casa.
L’Istituto ospita la Mostra fotografica permanente di Santa Gianna: “Una vita per la vita”, curata in 6 diverse lingue dalla Fondazione Santa Gianna Beretta Molla, e realizzata dall’Associazione Amici di Santa Gianna (Cell. 349 7795548 e-mail: info@amicidisantagianna.org
sito internet: www.amicidisantagianna.org).
· Chiesa di Santa Maria Assunta, dove Gianna frequentava la S. Messa nei giorni feriali.
Per informazioni: Parrocchia San Martino, Via Roma 39. Tel. 02. 97 298 342
Cell. 333 2496828 e-mail: smartino.magenta@tin.it
Magenta è situata a 25 chilometri a ovest di Milano. E’ collegata con la ferrovia Milano-Torino, con l’autostrada Milano-Torino, casello Marcallo-Mesero, e dista 24 chilometri dall’aeroporto internazionale di Malpensa
Ponte Nuovo di Magenta:
· Casa sponsale, dove Gianna ha vissuto da sposa e da mamma, dall’ottobre 1955 all’aprile 1962, sulla via per Novara.
· Chiesetta dedicata alla Madonna del Buon Consiglio, dove Gianna si è recata quotidianamente a pregare e a frequentare la S. Messa dall’ottobre 1955 all’aprile 1962.
· Scuola Elementare di Stato “Gianna Molla Beretta”, dove Gianna prestò assistenza medica volontaria dal 1956 all’aprile 1962.
Per informazioni: Parrocchia San Giuseppe Lavoratore, Via Bottego, 9.
Tel. 02. 97 297 252 e-mail: donariva@qQtiscali.it
Ponte Nuovo è situato a 3 chilometri a ovest di Magenta, sulla strada statale Milano-Novara-Torino.
Mesero:
*
Ambulatorio di Gianna, prospiciente Piazza Gianna Beretta Molla, nella casa in cui si trova anche l’abitazione dell’ing. Pietro Molla, della figlia Gianna Emanuela e di altri loro familiari, in via Monte Rosa 2. Chi desidera visitare l’Ambulatorio, può contattare telefonicamente Gianna Emanuela al numero: 02. 97 87 031 (con segreteria telefonica).
*
Tomba di Gianna, nel Camposanto, a sinistra dell’ingresso, nella Cappella della famiglia Molla. Con piccoli gruppi è possibile celebrare la S. Messa anche all’interno della Cappella.
*
Santuario della Famiglia “Santa Gianna Beretta Molla”, dal recupero e dal restauro della vecchia Chiesa Parrocchiale.
Per informazioni: Don Tiziano Sangalli, Rettore del Santuario della Famiglia, diocesano, dedicato a Santa Gianna.
Tel. 02. 97 86 035 Cell. 338 3147550 e-mail: don.tiziano@yahoo.it
sito internet: www.santuariosantagianna.it
Mesero è situato a 4 chilometri a nord di Magenta e dista 1,5 chilometri dal casello Marcallo-Mesero dell’autostrada Milano-Torino. Si trova a sud dell’aeroporto internazionale di Malpensa, da cui dista 20 chilometri.
· Casa natale di Gianna, in via Roma 89.
· Basilica di San Martino, dove Gianna è stata battezzata, l’11 ottobre 1922, e dove si è sposata, il 24 settembre 1955, con l’ing. Pietro Molla.
· Istituto Canossiano, con l’Oratorio che fu, per Gianna, la sua seconda casa.
L’Istituto ospita la Mostra fotografica permanente di Santa Gianna: “Una vita per la vita”, curata in 6 diverse lingue dalla Fondazione Santa Gianna Beretta Molla, e realizzata dall’Associazione Amici di Santa Gianna (Cell. 349 7795548 e-mail: info@amicidisantagianna.org
sito internet: www.amicidisantagianna.org).
· Chiesa di Santa Maria Assunta, dove Gianna frequentava la S. Messa nei giorni feriali.
Per informazioni: Parrocchia San Martino, Via Roma 39. Tel. 02. 97 298 342
Cell. 333 2496828 e-mail: smartino.magenta@tin.it
Magenta è situata a 25 chilometri a ovest di Milano. E’ collegata con la ferrovia Milano-Torino, con l’autostrada Milano-Torino, casello Marcallo-Mesero, e dista 24 chilometri dall’aeroporto internazionale di Malpensa
Ponte Nuovo di Magenta:
· Casa sponsale, dove Gianna ha vissuto da sposa e da mamma, dall’ottobre 1955 all’aprile 1962, sulla via per Novara.
· Chiesetta dedicata alla Madonna del Buon Consiglio, dove Gianna si è recata quotidianamente a pregare e a frequentare la S. Messa dall’ottobre 1955 all’aprile 1962.
· Scuola Elementare di Stato “Gianna Molla Beretta”, dove Gianna prestò assistenza medica volontaria dal 1956 all’aprile 1962.
Per informazioni: Parrocchia San Giuseppe Lavoratore, Via Bottego, 9.
Tel. 02. 97 297 252 e-mail: donariva@qQtiscali.it
Ponte Nuovo è situato a 3 chilometri a ovest di Magenta, sulla strada statale Milano-Novara-Torino.
Mesero:
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Ambulatorio di Gianna, prospiciente Piazza Gianna Beretta Molla, nella casa in cui si trova anche l’abitazione dell’ing. Pietro Molla, della figlia Gianna Emanuela e di altri loro familiari, in via Monte Rosa 2. Chi desidera visitare l’Ambulatorio, può contattare telefonicamente Gianna Emanuela al numero: 02. 97 87 031 (con segreteria telefonica).
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Tomba di Gianna, nel Camposanto, a sinistra dell’ingresso, nella Cappella della famiglia Molla. Con piccoli gruppi è possibile celebrare la S. Messa anche all’interno della Cappella.
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Santuario della Famiglia “Santa Gianna Beretta Molla”, dal recupero e dal restauro della vecchia Chiesa Parrocchiale.
Per informazioni: Don Tiziano Sangalli, Rettore del Santuario della Famiglia, diocesano, dedicato a Santa Gianna.
Tel. 02. 97 86 035 Cell. 338 3147550 e-mail: don.tiziano@yahoo.it
sito internet: www.santuariosantagianna.it
Mesero è situato a 4 chilometri a nord di Magenta e dista 1,5 chilometri dal casello Marcallo-Mesero dell’autostrada Milano-Torino. Si trova a sud dell’aeroporto internazionale di Malpensa, da cui dista 20 chilometri.
M O S T R A F O T O G R A F I C A “Santa Gianna Beretta Molla. Una vita per la vita”
M O S T R A F O T O G R A F I C A
“Santa Gianna Beretta Molla. Una vita per la vita”
La Fondazione Santa Gianna Beretta Molla, in particolare Gianna Emanuela Molla, ha realizzato, con l’aiuto essenziale della cugina Rita Beretta per la grafica, la Mostra Fotografica “Santa Gianna Beretta Molla. Una vita per la vita”.
La Mostra è composta di 16 Pannelli, delle dimensioni di 70 x 100 cm. ciascuno, che illustrano, con bellissime fotografie, la vita di Gianna, secondo questo ordine:
· pannello titolo: “Santa Gianna Beretta Molla. Una vita per la vita.”
· Pannello I : il pensiero su Gianna del Cardinale Carlo Maria Martini, da Lui fatto porre sul retro della medaglia di Beatificazione, 24 aprile 1994; Preghiera.
· Pannello II : La famiglia di Gianna. Gianna’s family.
· Pannello III : La giovinezza di Gianna. Gianna’s youth.
· Pannello IV : Gli anni della maturità diGianna in Azione Cattolic nelle
Conferenze di San Vincenzo. The years of Gianna’s maturity: in Catholic Action and St. Vincent de Paul Society.
· Pannello V : Gianna è medico pediatra. Gianna is a pediatrician.
· Pannello VI :La missione di Gianna come medico e il suo amore per la vita.
Gianna’s mission as a doctor and her love for life.
· Pannello VII : Gianna ricerca la sua vocazione: il matrimonio e la famiglia.
Gianna in search for her vocation: marriage and family.
· Pannello VIII : Gianna è sposa e moglie felice.
Gianna is a bride and happy wife.
· Pannello IX : Gianna è mamma più che felice. Gianna is a happy mother.
· Pannello X : Gianna è mamma, moglie e medico.
Gianna is a mother, a wife and a doctor.
· Pannello XI : Il mistero del dolore e la fiducia di Gianna nella Provvidenza.
The mystery of pain and Gianna’s trust in God’s Providence.
· Pannello XII : Gianna è pronta a donare la sua vita.
Gianna is ready to give her life.
· Pannello XIII : Il sacrificio di Gianna e la diffusione della sua santità.
Gianna’s sacrifice and the spreading of her sanctity.
· Pannello XIV : La Beatificazione e la Canonizzazione di Gianna.
Gianna’s Beatification and Canonization.
· Pannello XV : La Fondazione Santa Gianna Beretta Molla.
L’Associazione “Amici di Santa Gianna Beretta Molla”.
Il documentario: “La scelta di amare. Vita di S. Gianna
Beretta Molla”.
I testi dei Pannelli I-XIV, compresi i manoscritti di Gianna, sono in sei diverse lingue: italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo e portoghese; il pensiero su Gianna del Cardinale Carlo Maria Martini e le didascalie delle fotografie sono in lingua italiana e inglese.
La Mostra Fotografica è ospitata, in forma
permanente:
· a Magenta, Milano, nella Chiesetta di San Biagio dell’Istituto delle Madri Canossiane, per iniziativa dell’Associazione “Amici di Santa Gianna” (Cell. 349 7795548 ; e-mail : info@amicidisantagianna.org ; sito internet: www.amicidisantagianna.org). L’Oratorio dell’Istituto Canossiano fu, per Gianna, la sua seconda casa.
· A Trarego-Viggiona, Verbania, Diocesi di Novara, presso la Parrocchia di San Maurizio e San Martino, per iniziativa del Parroco, Don Eraldo De Agostini.
A Viggiona Gianna ha trascorso, ai tempi della sua giovinezza, molti periodi di vacanza presso la casa di villeggiatura della sua famiglia Beretta; la casa ora è stata donata alla Parrocchia di Viggiona.
· Al Sacro Monte di Varallo, Vercelli, Diocesi di Novara, presso il Santuario Santa Maria Assunta, per iniziativa di Maria Rosa Stoppa (Suor Franca), Vice Presidente dell’Associazione “Amici di Santa Gianna”.
La Mostra Fotografica è disponibile, in forma itinerante, per chi desidera ospitarla, per un certo periodo, presso la propria Parrocchia o altra sede (rivolgersi alla Fondazione Santa Gianna oppure all’Associazione “Amici di Santa Gianna”).
Pannello II
Pannello IV
Pannello VIII
L’Associazione “Amici di Santa Gianna” di Magenta ha realizzato un libretto-estratto della Mostra Fotografica in lingua italiana, che è possibile richiedere all’Associazione stessa o alla Fondazione Santa Gianna.
“Santa Gianna Beretta Molla. Una vita per la vita”
La Fondazione Santa Gianna Beretta Molla, in particolare Gianna Emanuela Molla, ha realizzato, con l’aiuto essenziale della cugina Rita Beretta per la grafica, la Mostra Fotografica “Santa Gianna Beretta Molla. Una vita per la vita”.
La Mostra è composta di 16 Pannelli, delle dimensioni di 70 x 100 cm. ciascuno, che illustrano, con bellissime fotografie, la vita di Gianna, secondo questo ordine:
· pannello titolo: “Santa Gianna Beretta Molla. Una vita per la vita.”
· Pannello I : il pensiero su Gianna del Cardinale Carlo Maria Martini, da Lui fatto porre sul retro della medaglia di Beatificazione, 24 aprile 1994; Preghiera.
· Pannello II : La famiglia di Gianna. Gianna’s family.
· Pannello III : La giovinezza di Gianna. Gianna’s youth.
· Pannello IV : Gli anni della maturità diGianna in Azione Cattolic nelle
Conferenze di San Vincenzo. The years of Gianna’s maturity: in Catholic Action and St. Vincent de Paul Society.
· Pannello V : Gianna è medico pediatra. Gianna is a pediatrician.
· Pannello VI :La missione di Gianna come medico e il suo amore per la vita.
Gianna’s mission as a doctor and her love for life.
· Pannello VII : Gianna ricerca la sua vocazione: il matrimonio e la famiglia.
Gianna in search for her vocation: marriage and family.
· Pannello VIII : Gianna è sposa e moglie felice.
Gianna is a bride and happy wife.
· Pannello IX : Gianna è mamma più che felice. Gianna is a happy mother.
· Pannello X : Gianna è mamma, moglie e medico.
Gianna is a mother, a wife and a doctor.
· Pannello XI : Il mistero del dolore e la fiducia di Gianna nella Provvidenza.
The mystery of pain and Gianna’s trust in God’s Providence.
· Pannello XII : Gianna è pronta a donare la sua vita.
Gianna is ready to give her life.
· Pannello XIII : Il sacrificio di Gianna e la diffusione della sua santità.
Gianna’s sacrifice and the spreading of her sanctity.
· Pannello XIV : La Beatificazione e la Canonizzazione di Gianna.
Gianna’s Beatification and Canonization.
· Pannello XV : La Fondazione Santa Gianna Beretta Molla.
L’Associazione “Amici di Santa Gianna Beretta Molla”.
Il documentario: “La scelta di amare. Vita di S. Gianna
Beretta Molla”.
I testi dei Pannelli I-XIV, compresi i manoscritti di Gianna, sono in sei diverse lingue: italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo e portoghese; il pensiero su Gianna del Cardinale Carlo Maria Martini e le didascalie delle fotografie sono in lingua italiana e inglese.
La Mostra Fotografica è ospitata, in forma
permanente:
· a Magenta, Milano, nella Chiesetta di San Biagio dell’Istituto delle Madri Canossiane, per iniziativa dell’Associazione “Amici di Santa Gianna” (Cell. 349 7795548 ; e-mail : info@amicidisantagianna.org ; sito internet: www.amicidisantagianna.org). L’Oratorio dell’Istituto Canossiano fu, per Gianna, la sua seconda casa.
· A Trarego-Viggiona, Verbania, Diocesi di Novara, presso la Parrocchia di San Maurizio e San Martino, per iniziativa del Parroco, Don Eraldo De Agostini.
A Viggiona Gianna ha trascorso, ai tempi della sua giovinezza, molti periodi di vacanza presso la casa di villeggiatura della sua famiglia Beretta; la casa ora è stata donata alla Parrocchia di Viggiona.
· Al Sacro Monte di Varallo, Vercelli, Diocesi di Novara, presso il Santuario Santa Maria Assunta, per iniziativa di Maria Rosa Stoppa (Suor Franca), Vice Presidente dell’Associazione “Amici di Santa Gianna”.
La Mostra Fotografica è disponibile, in forma itinerante, per chi desidera ospitarla, per un certo periodo, presso la propria Parrocchia o altra sede (rivolgersi alla Fondazione Santa Gianna oppure all’Associazione “Amici di Santa Gianna”).
Pannello II
Pannello IV
Pannello VIII
L’Associazione “Amici di Santa Gianna” di Magenta ha realizzato un libretto-estratto della Mostra Fotografica in lingua italiana, che è possibile richiedere all’Associazione stessa o alla Fondazione Santa Gianna.
PREGHIERA E NOVENA
P R E G H I E R A
La preghiera scelta dal Comitato organizzatore promosso dalla Curia Arcivescovile di Milano per festeggiare la canonizzazione di Gianna ne focalizza ottimamente la vita, la testimonianza, il messaggio e la santità.
Dio, che ci sei Padre,
ti diamo lode e ti benediciamo
perché in Santa Gianna Beretta Molla
ci hai donato e fatto conoscere
una donna testimone del Vangelo
come giovane, sposa, madre e medico.
Ti ringraziamo perché,
anche attraverso il dono della sua vita,
ci fai imparare ad accogliere ed onorare ogni creatura umana.
Tu, Signore Gesù,
sei stato per lei riferimento privilegiato.
Ti ha saputo riconoscere
nella bellezza della natura.
Mentre si interrogava sulla sua scelta di vita,
andava alla ricerca di te e del modo migliore per servirti.
Attraverso l’amore coniugale si è fatta segno
del tuo amore per la Chiesa e per l’umanità.
Come te, buon samaritano, si è fermata
accanto ad ogni persona malata, piccola e debole.
Sul tuo esempio e per amore,
ha donato tutta se stessa, generando nuova vita.
Spirito santo, fonte di ogni perfezione,
dona anche a noi sapienza, intelligenza e coraggio perché,
sull’esempio di Santa Gianna e per sua intercessione,
nella vita personale, familiare, professionale,
sappiamo metterci al servizio di ogni uomo e donna
e crescere così nell’amore e nella santità.
Amen
Con approvazione ecclesiastica
N O V E N A
P E R O T T E N E R E G R A Z I E C O N L’ I N T E R C E S S I O N E D I
S A N T A G I A N N A B E R E T T A M O L L A
O Dio, nostro Padre, tu hai donato alla tua Chiesa santa Gianna Beretta Molla, che nella sua giovinezza ha cercato amorevolmente te, e a te ha portato altre giovani, impegnandole apostolicamente in testimonianza e azione cattolica e collocandole accanto a malati e anziani per essere loro di aiuto e di conforto.
Ti ringraziamo per questo dono di giovane amorevolmente impegnata e, sul suo esempio, donaci di consacrare la nostra vita al tuo servizio e alla gioia dei fratelli.
Gloria al Padre…
O Gesù, Redentore degli uomini, tu chiamasti santa Gianna a svolgere la missione di medico, a sollievo dei corpi e delle anime, vedendo te stesso nei fratelli sofferenti e nei piccoli indifesi.
Ti ringraziamo per esserti mostrato in questa tua Serva come “uno che serve” e che lenisce il dolore degli uomini. Accogliendo la sua lezione, fa di noi generosi cristiani al servizio dei fratelli, particolarmente di coloro ai quali partecipi la tua croce.
Gloria al Padre…
O Dio, Spirito santificatore, che ami la Chiesa quale tua Sposa, tu infondesti nel cuore di santa Gianna un po’ del tuo amore, da effondere in una chiesa domestica per collaborare nel tuo meraviglioso piano di creazione donandoti nuovi figli, affinché ti potessero conoscere e amare.
Ti ringraziamo per questo modello di sposa e, per la sua incoraggiante testimonianza. Dona alle nostre famiglie la serena e cristiana presenza di spose impegnate a trasformare le nostre case di uomini in cenacoli di fede e di amore, in generosa operosità e santificante servizio.
Gloria al Padre…
O Dio, creatore e amante dell’essere vivente, tu fosti accanto a santa Gianna, quando si trovò nel dilemma di salvare o la propria vita o quella della creatura che, quale dono atteso, portava nel grembo. Fidando solo in te e richiamando il tuo comandamento a difesa della vita, trovò il coraggio di compiere il suo dovere di mamma e dire “sì” alla nuova vita, sacrificando generosamente la propria, coronando una vita cristiana esemplare.
Per intercessione di Maria, Madre di Gesù e sull’esempio di Gianna, disponi tutte le madri ad accogliere con amore ogni vita nascente e sostienici tutti nel rispetto ad ogni vita.
Donaci la grazia che attendiamo… e la gioia di ispirarci a santa Gianna quale modello di giovane, di sposa, di madre e di medico che, sull’esempio di Gesù, sacrificò se stessa per la vita del prossimo.
Ave, o Maria…
con approvazione ecclesiastica – + Angelo Mascheroni, Vescovo ausiliare di Milano
Per riferire grazie ricevute o richiedere pagelline preghiera scrivete a:
Fondazione Santa Gianna Beretta Molla
Via Monte Rosa, 2 - 20010 Mesero (Milano).
La preghiera scelta dal Comitato organizzatore promosso dalla Curia Arcivescovile di Milano per festeggiare la canonizzazione di Gianna ne focalizza ottimamente la vita, la testimonianza, il messaggio e la santità.
Dio, che ci sei Padre,
ti diamo lode e ti benediciamo
perché in Santa Gianna Beretta Molla
ci hai donato e fatto conoscere
una donna testimone del Vangelo
come giovane, sposa, madre e medico.
Ti ringraziamo perché,
anche attraverso il dono della sua vita,
ci fai imparare ad accogliere ed onorare ogni creatura umana.
Tu, Signore Gesù,
sei stato per lei riferimento privilegiato.
Ti ha saputo riconoscere
nella bellezza della natura.
Mentre si interrogava sulla sua scelta di vita,
andava alla ricerca di te e del modo migliore per servirti.
Attraverso l’amore coniugale si è fatta segno
del tuo amore per la Chiesa e per l’umanità.
Come te, buon samaritano, si è fermata
accanto ad ogni persona malata, piccola e debole.
Sul tuo esempio e per amore,
ha donato tutta se stessa, generando nuova vita.
Spirito santo, fonte di ogni perfezione,
dona anche a noi sapienza, intelligenza e coraggio perché,
sull’esempio di Santa Gianna e per sua intercessione,
nella vita personale, familiare, professionale,
sappiamo metterci al servizio di ogni uomo e donna
e crescere così nell’amore e nella santità.
Amen
Con approvazione ecclesiastica
N O V E N A
P E R O T T E N E R E G R A Z I E C O N L’ I N T E R C E S S I O N E D I
S A N T A G I A N N A B E R E T T A M O L L A
O Dio, nostro Padre, tu hai donato alla tua Chiesa santa Gianna Beretta Molla, che nella sua giovinezza ha cercato amorevolmente te, e a te ha portato altre giovani, impegnandole apostolicamente in testimonianza e azione cattolica e collocandole accanto a malati e anziani per essere loro di aiuto e di conforto.
Ti ringraziamo per questo dono di giovane amorevolmente impegnata e, sul suo esempio, donaci di consacrare la nostra vita al tuo servizio e alla gioia dei fratelli.
Gloria al Padre…
O Gesù, Redentore degli uomini, tu chiamasti santa Gianna a svolgere la missione di medico, a sollievo dei corpi e delle anime, vedendo te stesso nei fratelli sofferenti e nei piccoli indifesi.
Ti ringraziamo per esserti mostrato in questa tua Serva come “uno che serve” e che lenisce il dolore degli uomini. Accogliendo la sua lezione, fa di noi generosi cristiani al servizio dei fratelli, particolarmente di coloro ai quali partecipi la tua croce.
Gloria al Padre…
O Dio, Spirito santificatore, che ami la Chiesa quale tua Sposa, tu infondesti nel cuore di santa Gianna un po’ del tuo amore, da effondere in una chiesa domestica per collaborare nel tuo meraviglioso piano di creazione donandoti nuovi figli, affinché ti potessero conoscere e amare.
Ti ringraziamo per questo modello di sposa e, per la sua incoraggiante testimonianza. Dona alle nostre famiglie la serena e cristiana presenza di spose impegnate a trasformare le nostre case di uomini in cenacoli di fede e di amore, in generosa operosità e santificante servizio.
Gloria al Padre…
O Dio, creatore e amante dell’essere vivente, tu fosti accanto a santa Gianna, quando si trovò nel dilemma di salvare o la propria vita o quella della creatura che, quale dono atteso, portava nel grembo. Fidando solo in te e richiamando il tuo comandamento a difesa della vita, trovò il coraggio di compiere il suo dovere di mamma e dire “sì” alla nuova vita, sacrificando generosamente la propria, coronando una vita cristiana esemplare.
Per intercessione di Maria, Madre di Gesù e sull’esempio di Gianna, disponi tutte le madri ad accogliere con amore ogni vita nascente e sostienici tutti nel rispetto ad ogni vita.
Donaci la grazia che attendiamo… e la gioia di ispirarci a santa Gianna quale modello di giovane, di sposa, di madre e di medico che, sull’esempio di Gesù, sacrificò se stessa per la vita del prossimo.
Ave, o Maria…
con approvazione ecclesiastica – + Angelo Mascheroni, Vescovo ausiliare di Milano
Per riferire grazie ricevute o richiedere pagelline preghiera scrivete a:
Fondazione Santa Gianna Beretta Molla
Via Monte Rosa, 2 - 20010 Mesero (Milano).
L A B E A T I F I C A Z I O N E
L A B E A T I F I C A Z I O N E
Ispiratore della Causa di Beatificazione di Gianna è il Cardinale Giovanni Battista Montini, Arcivescovo di Milano, divenuto papa Paolo VI nel 1963.
Il 6 novembre 1972, il cardinale Giovanni Colombo, Arcivescovo di Milano, con il parere favorevole della Conferenza Episcopale Lombarda, promuove la Causa di Beatificazione della Serva di Dio Gianna Beretta Molla e chiede che siano raccolti atti e documenti informativi.
L’11 aprile 1978, il cardinale Giovanni Colombo e i 16 Vescovi della Conferenza Episcopale Lombarda chiedono al papa Paolo VI l’introduzione della Causa di Beatificazione della Serva di Dio, e il 27 aprile 1978 la Curia Arcivescovile di Milano trasmette alla Congregazione delle Cause dei Santi atti e documenti informativi raccolti.
L’8 febbraio 1980, la Congregazione autorizza l’Arcivescovo di Milano ad emettere il decreto per l’introduzione della Causa, e il 15 marzo 1980 papa Giovanni Paolo II conferma tale autorizzazione.
Il 28 aprile 1980, il cardinale Carlo Maria Martini, nuovo Arcivescovo di Milano, decreta l’introduzione della Causa e indìce il Processo Cognizionale su vita e virtù della Serva di Dio, Processo che si conclude il 21 marzo 1986.
L’11 aprile 1986, tutti gli atti del Processo Cognizionale vengono consegnati, alla presenza del cardinale Carlo Maria Martini, al postulatore Padre Bernardino da Siena per la Congregazione delle Cause dei Santi. Il 9 dicembre 1990 subentra come postulatore della Causa di Beatificazione Padre Paolino Rossi, essendo mancato Padre Bernardino da Siena, molto anziano.
Il 6 luglio 1991, papa Giovanni Paolo II firma il Decreto che riconosce l’eroicità delle virtù della Serva di Dio. Con questo atto Gianna diventa Venerabile.
Il 21 dicembre 1992 papa Giovanni Paolo II firma il Decreto di validità del miracolo attribuito all’intercessione di Gianna, verificatosi nel 1977 a Grajaù, Stato del Maranão, Brasile, a favore di Lucia Silva Cirilo, una donna di 28 anni, di religione protestante, alla quale fu fatta diagnosi di fistola retto-vaginale puerperale, in paziente con taglio cesareo ripetuto per feto pre-morto. Ella guarì da tale fistola, della grandezza di un dito, a prognosi infausta quoad valetudinem senza un intervento chirurgico riparatore, in poche ore e senza alcuna terapia, dal pomeriggio, quando fu visitata dal medico che ne constatò la presenza, alle ore 9 circa del mattino seguente, quando lo stesso medico ne constatò la perfetta cicatrizzazione.
Il 24 aprile 1994 Sua Santità Giovanni Paolo II, in Piazza San Pietro, proclama Gianna Beretta Molla Beata come “madre di famiglia”.
Il giorno dopo la Beatificazione, nel discorso durante l’udienza ai pellegrini nell’aula “Paolo VI”, Sua Santità dice di Gianna “Quale eroica testimonianza è la sua, vero canto alla vita, in stridente contrasto con una certa mentalità oggi dilagante! Possa il suo sacrificio infondere coraggio in quanti si adoperano, mediante l’impegno personale e comunitario, nel Movimento per la Vita e in altri simili organismi, perché la dignità intangibile di ogni umana esistenza sia riconosciuta, dal momento del concepimento sino al naturale tramonto, come valore prioritario e fondante rispetto ad ogni altro diritto umano e sociale.”…
E si addice benissimo a Gianna quanto San Paolo scrive nella lettera ai Filippesi, e che la Chiesa ha inserito nella liturgia della Santa Messa per la sua festa votiva, fissata da Sua Santità il 28 aprile:
“Fu una donna serena e colma di gioia; amò “tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode”(Filip. 4,8).
Ispiratore della Causa di Beatificazione di Gianna è il Cardinale Giovanni Battista Montini, Arcivescovo di Milano, divenuto papa Paolo VI nel 1963.
Il 6 novembre 1972, il cardinale Giovanni Colombo, Arcivescovo di Milano, con il parere favorevole della Conferenza Episcopale Lombarda, promuove la Causa di Beatificazione della Serva di Dio Gianna Beretta Molla e chiede che siano raccolti atti e documenti informativi.
L’11 aprile 1978, il cardinale Giovanni Colombo e i 16 Vescovi della Conferenza Episcopale Lombarda chiedono al papa Paolo VI l’introduzione della Causa di Beatificazione della Serva di Dio, e il 27 aprile 1978 la Curia Arcivescovile di Milano trasmette alla Congregazione delle Cause dei Santi atti e documenti informativi raccolti.
L’8 febbraio 1980, la Congregazione autorizza l’Arcivescovo di Milano ad emettere il decreto per l’introduzione della Causa, e il 15 marzo 1980 papa Giovanni Paolo II conferma tale autorizzazione.
Il 28 aprile 1980, il cardinale Carlo Maria Martini, nuovo Arcivescovo di Milano, decreta l’introduzione della Causa e indìce il Processo Cognizionale su vita e virtù della Serva di Dio, Processo che si conclude il 21 marzo 1986.
L’11 aprile 1986, tutti gli atti del Processo Cognizionale vengono consegnati, alla presenza del cardinale Carlo Maria Martini, al postulatore Padre Bernardino da Siena per la Congregazione delle Cause dei Santi. Il 9 dicembre 1990 subentra come postulatore della Causa di Beatificazione Padre Paolino Rossi, essendo mancato Padre Bernardino da Siena, molto anziano.
Il 6 luglio 1991, papa Giovanni Paolo II firma il Decreto che riconosce l’eroicità delle virtù della Serva di Dio. Con questo atto Gianna diventa Venerabile.
Il 21 dicembre 1992 papa Giovanni Paolo II firma il Decreto di validità del miracolo attribuito all’intercessione di Gianna, verificatosi nel 1977 a Grajaù, Stato del Maranão, Brasile, a favore di Lucia Silva Cirilo, una donna di 28 anni, di religione protestante, alla quale fu fatta diagnosi di fistola retto-vaginale puerperale, in paziente con taglio cesareo ripetuto per feto pre-morto. Ella guarì da tale fistola, della grandezza di un dito, a prognosi infausta quoad valetudinem senza un intervento chirurgico riparatore, in poche ore e senza alcuna terapia, dal pomeriggio, quando fu visitata dal medico che ne constatò la presenza, alle ore 9 circa del mattino seguente, quando lo stesso medico ne constatò la perfetta cicatrizzazione.
Il 24 aprile 1994 Sua Santità Giovanni Paolo II, in Piazza San Pietro, proclama Gianna Beretta Molla Beata come “madre di famiglia”.
Il giorno dopo la Beatificazione, nel discorso durante l’udienza ai pellegrini nell’aula “Paolo VI”, Sua Santità dice di Gianna “Quale eroica testimonianza è la sua, vero canto alla vita, in stridente contrasto con una certa mentalità oggi dilagante! Possa il suo sacrificio infondere coraggio in quanti si adoperano, mediante l’impegno personale e comunitario, nel Movimento per la Vita e in altri simili organismi, perché la dignità intangibile di ogni umana esistenza sia riconosciuta, dal momento del concepimento sino al naturale tramonto, come valore prioritario e fondante rispetto ad ogni altro diritto umano e sociale.”…
E si addice benissimo a Gianna quanto San Paolo scrive nella lettera ai Filippesi, e che la Chiesa ha inserito nella liturgia della Santa Messa per la sua festa votiva, fissata da Sua Santità il 28 aprile:
“Fu una donna serena e colma di gioia; amò “tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode”(Filip. 4,8).
L A C A N O N I Z Z A Z I O N E
L A C A N O N I Z Z A Z I O N E
Dopo la solenne beatificazione di Gianna, avvenuta in Piazza San Pietro il 24 aprile 1994, si sono verificati vari fatti prodigiosi ottenuti grazie alla sua intercessione, tra cui è stato scelto e presentato alla Congregazione delle Cause dei Santi la guarigione della sig.ra Elisabete Arcolino Comparini, gestante brasiliana, della città e diocesi di Franca, São Paulo.
Dal 31 maggio all’1 agosto 2001 il Tribunale ecclesiastico di Franca ha istruito una regolare Inchiesta diocesana per l’ascolto dei testimoni e la raccolta della documentazione scientifica su questo avvenimento straordinario ottenuto per intercessione della Beata Gianna, verificatosi negli anni 1999-2000, a favore della sig.ra Elisabete, insegnante cattolica. Si tratta della sua guarigione completa, duratura, da rottura prematura pre-termine delle membrane alla sedicesima settimana di gestazione (11.02.2000), alla quarta gravidanza, con perdita totale del liquido amniotico ed evoluzione favorevole della gestazione con la nascita, alla trentaduesima settimana (31.05.2002), di una bambina, Gianna Maria, completamente sana.
Il 20 settembre 2001, Sua Ecc. Mons. Diógenes Matthes Silva, Vescovo di Franca, ha consegnato alla Congregazione delle Cause dei Santi l’Inchiesta diocesana.
Il 22 febbraio 2002, l’Inchiesta diocesana ha ottenuto il Decreto di validità.
Il 10 aprile 2003, la Consulta Medica si è pronunciata all’unanimità (5 su 5) sulla straordinarietà e inspiegabilità scientifica del caso.
Il 17 ottobre 2003, i Rev.mi Consultori Teologi hanno esaminato il caso, con esito positivo.
Il 16 dicembre 2003, i Rev.mi Padri Cardinali hanno esaminato il caso, con esito positivo.
Il 20 dicembre 2003, è avvenuta la Promulgazione del Decreto, con chiusura di tutto il processo sul miracolo, alla presenza del Santo Padre, che ha firmato il Decreto di validità del miracolo.
Il 19 febbraio 2004, è avvenuto il Concistoro del Santo Padre e dei Cardinali, con conclusione ufficiale del Processo di Canonizzazione e promulgazione della data.
Il 16 maggio 2004, Sua Santità Giovanni Paolo II, in Piazza San Pietro a Roma, ha proclamato Gianna Santa.
Nella sua omelia, il Santo Padre ha detto: “Dell’amore divino Gianna Beretta Molla fu semplice, ma quanto mai significativa messaggera. Pochi giorni prima del matrimonio, in una lettera al futuro marito, ebbe a scrivere: “L’amore è il sentimento più bello che il Signore ha posto nell’animo degli uomini”.
Sull’esempio di Cristo, che “avendo amato i suoi… li amò sino alla fine” (Gv 13,1), questa santa madre di famiglia si mantenne eroicamente fedele all’impegno assunto il giorno del matrimonio. Il sacrificio estremo che suggellò la sua vita testimonia come solo chi ha il coraggio di donarsi totalmente a Dio e ai fratelli realizzi se stesso.
Possa la nostra epoca riscoprire, attraverso l’esempio di Gianna Beretta Molla, la bellezza pura, casta e feconda dell’amore coniugale, vissuto come risposta alla chiamata divina!”
E si addice benissimo a Gianna quanto San Paolo scrive nella lettera ai Filippesi, e che la Chiesa ha inserito nella liturgia della Santa Messa per la sua festa votiva, fissata da Sua Santità il 28 aprile:
“Fu una donna serena e colma di gioia; amò “tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode”(Filip. 4,8).
Dopo la solenne beatificazione di Gianna, avvenuta in Piazza San Pietro il 24 aprile 1994, si sono verificati vari fatti prodigiosi ottenuti grazie alla sua intercessione, tra cui è stato scelto e presentato alla Congregazione delle Cause dei Santi la guarigione della sig.ra Elisabete Arcolino Comparini, gestante brasiliana, della città e diocesi di Franca, São Paulo.
Dal 31 maggio all’1 agosto 2001 il Tribunale ecclesiastico di Franca ha istruito una regolare Inchiesta diocesana per l’ascolto dei testimoni e la raccolta della documentazione scientifica su questo avvenimento straordinario ottenuto per intercessione della Beata Gianna, verificatosi negli anni 1999-2000, a favore della sig.ra Elisabete, insegnante cattolica. Si tratta della sua guarigione completa, duratura, da rottura prematura pre-termine delle membrane alla sedicesima settimana di gestazione (11.02.2000), alla quarta gravidanza, con perdita totale del liquido amniotico ed evoluzione favorevole della gestazione con la nascita, alla trentaduesima settimana (31.05.2002), di una bambina, Gianna Maria, completamente sana.
Il 20 settembre 2001, Sua Ecc. Mons. Diógenes Matthes Silva, Vescovo di Franca, ha consegnato alla Congregazione delle Cause dei Santi l’Inchiesta diocesana.
Il 22 febbraio 2002, l’Inchiesta diocesana ha ottenuto il Decreto di validità.
Il 10 aprile 2003, la Consulta Medica si è pronunciata all’unanimità (5 su 5) sulla straordinarietà e inspiegabilità scientifica del caso.
Il 17 ottobre 2003, i Rev.mi Consultori Teologi hanno esaminato il caso, con esito positivo.
Il 16 dicembre 2003, i Rev.mi Padri Cardinali hanno esaminato il caso, con esito positivo.
Il 20 dicembre 2003, è avvenuta la Promulgazione del Decreto, con chiusura di tutto il processo sul miracolo, alla presenza del Santo Padre, che ha firmato il Decreto di validità del miracolo.
Il 19 febbraio 2004, è avvenuto il Concistoro del Santo Padre e dei Cardinali, con conclusione ufficiale del Processo di Canonizzazione e promulgazione della data.
Il 16 maggio 2004, Sua Santità Giovanni Paolo II, in Piazza San Pietro a Roma, ha proclamato Gianna Santa.
Nella sua omelia, il Santo Padre ha detto: “Dell’amore divino Gianna Beretta Molla fu semplice, ma quanto mai significativa messaggera. Pochi giorni prima del matrimonio, in una lettera al futuro marito, ebbe a scrivere: “L’amore è il sentimento più bello che il Signore ha posto nell’animo degli uomini”.
Sull’esempio di Cristo, che “avendo amato i suoi… li amò sino alla fine” (Gv 13,1), questa santa madre di famiglia si mantenne eroicamente fedele all’impegno assunto il giorno del matrimonio. Il sacrificio estremo che suggellò la sua vita testimonia come solo chi ha il coraggio di donarsi totalmente a Dio e ai fratelli realizzi se stesso.
Possa la nostra epoca riscoprire, attraverso l’esempio di Gianna Beretta Molla, la bellezza pura, casta e feconda dell’amore coniugale, vissuto come risposta alla chiamata divina!”
E si addice benissimo a Gianna quanto San Paolo scrive nella lettera ai Filippesi, e che la Chiesa ha inserito nella liturgia della Santa Messa per la sua festa votiva, fissata da Sua Santità il 28 aprile:
“Fu una donna serena e colma di gioia; amò “tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode”(Filip. 4,8).
T E S T I M O N I A N Z E D E L M A R I T O
T E S T I M O N I A N Z E D E L M A R I T O
Nell’aprile 1971 Pietro Molla scrive il libretto: “Gianna Molla Beretta. Scritti, ricordi, testimonianze”, e lo dedica ai suoi figli, Pierluigi, Laura e Gianna Emanuela. Apre il libretto con questa sua testimonianza:
“La vita della Mamma è un atto ed una azione perenne di fede e di carità, è un ricercare senza sosta, per ogni decisione e per ogni opera, la volontà del Signore, con la preghiera e la meditazione, la Santa Messa e l’Eucarestia, è un realizzare continuo i precetti ed i consigli evangelici, anche quelli che chiamano alle vette del dovere, dell’apostolato e dell’amore, sempre, anche quando il sacrificio che ne consegue è quello della propria vita.”
IL 28 aprile 2002, nel quarantesimo anniversario della nascita al cielo di Gianna, Pietro scrive: “Gianna, sento vivissima la tua presenza nel ricordo dei sei mesi di fidanzamento, dei sei anni e mezzo di vita matrimoniale e familiare di gioia piena e perfetta con i nostri figli. Quando il Signore ti ha chiamata in paradiso, quarant’anni orsono, abbiamo continuato, pur nella sofferenza, a sentirti sempre più presente e vicina, nostra protettrice dal Cielo, e dal giorno in cui la nostra Mariolina ti ha raggiunta siete per noi i nostri angeli custodi.
Hai vissuto tutta la tua vita nella grazia di Dio e ringraziando Dio per ogni cosa bella e buona ricevuta, con il sorriso di chi trasforma la gioia ed il bene ricevuti nella gioia da dare al prossimo, con il sorriso sereno e gioioso di chi ha Gesù nel cuore e ne fa il suo riferimento privilegiato, quel sorriso che arriva al cuore e all’anima, che cura e rassicura, che dà un senso di serenità e di pace.
Carissima Gianna, con il tuo sorriso continua ad essere il nostro angelo custode, ad infondere in tutti coloro che sono in difficoltà e soffrono la tua forza d’animo, la tua fiducia nella Divina Provvidenza, la tua speranza, la tua serenità, il tuo coraggio e la tua gioia di vivere, e aiutaci ad essere sempre più degni di un sorriso così grande e benefico.”
Nozze d’oro di Gianna e Pietro
1955 - sabato 24 settembre - 2005
Di quel mattino di sabato 24 settembre 1955 sento ancora oggi la commozione indicibile che mi prese all'improvviso scrosciare di battimani, in tutta la Basilica di San Martino di Magenta, nel momento in cui la mia amatissima Gianna entrò in Chiesa, accompagnata dal fratello maggiore Francesco, sino al suo arrivo all'altare delle nostre Nozze!
“Grazia più grande e più desiderata non poteva farmi la Mamma Celeste, l’invocata Madonna del Buon Consiglio della mia devota Chiesetta di Ponte Nuovo”, come scrissi a Gianna il 22 febbraio 1955. In questa Chiesetta, su invito di Gianna, da me accolto con tutto l’entusiasmo, feci il Triduo di S. Messe e S. Comunioni, il 21-22-23 settembre, per prepararmi spiritualmente a ricevere il Sacramento dell’Amore; Gianna fece il Triduo nel Santuario dell’Assunta a Magenta. “La Madonna unirà le nostre preghiere, desideri”, mi scrisse Gianna il 4 settembre, “e poiché l’unione fa la forza, Gesù non può non ascoltarci ed aiutarci”.
Fu Gianna a chiedermi espressamente di sposarci proprio nella bellissima Basilica di Magenta, la “sua” Basilica, come era solita chiamarla, la Chiesa a lei più cara, dove, a pochi giorni dalla nascita, aveva ricevuto il S. Battesimo, dove aveva partecipato, con tanta assiduità e devozione, alla S. Messa, fatto visita e pregato tante e tante volte dinanzi al SS. Sacramento.
Per il mio carattere timido e riservato avrei preferito sposarmi in una Chiesetta sperduta in montagna, alla presenza di poche persone. Feci volentieri il sacrificio, veramente forte, di sposarmi in questa grande Basilica per accontentare la mia Gianna, che desiderava tanto sposarsi nella sua Parrocchia, dove era di casa, dove ancora oggi si avverte la sua presenza, si respira la sua aria, la sua grande fede e il suo grande spirito di preghiera.
Fu Gianna a scegliere personalmente i garofani bianchi per l’addobbo della Basilica, e, al termine della Cerimonia, donò il suo bouquet di fiori all’altare della Madonna, cui era tanto devota.
Don Giuseppe, fratello di Gianna, ha benedetto le nostre nozze e ricordo, in modo particolare, che ci ha affettuosamente esortato alla testimonianza del Vangelo ed alla santità, sul mirabile esempio dei loro “santi genitori”: per Gianna fu davvero profetica quella esortazione!
Da quel mattino cominciò per noi la pienezza della nuova vita: tutto un succedersi di giorni di gioie ineffabili, con i nostri meravigliosi bambini, e di serenità luminosa, di trepidazioni e di sofferenze, sino al mattino di quel sabato 28 aprile 1962 che vide Gianna salire al Cielo, raggiungendo la vetta dell’amore più grande che Gesù ci ha indicato.
E il Signore, nella Sua infinita bontà e misericordia, mi ha nuovamente benedetto, con un dono ed una grazia singolarissimi ed incommensurabili: mi ha “ridonato” una sposa e una mamma Santa, per i nostri figli e per il mondo intero!
Più volte penso e dico che non mi basterà l’eternità per ringraziare il Signore per il singolarissimo dono che mi ha fatto, tra i tantissimi doni che da Lui ho ricevuto e continuo a ricevere nella mia lunga vita.
A Lui, che mi ha concesso la grazia di vedere la mia amatissima Gianna elevata ai più alti onori degli altari, rivolgo ora la mia umile preghiera perché mi conceda anche la grazia di potermi inginocchiare dinanzi a lei, onorarla e pregarla nella “sua” Basilica di Magenta.
Nell’aprile 1971 Pietro Molla scrive il libretto: “Gianna Molla Beretta. Scritti, ricordi, testimonianze”, e lo dedica ai suoi figli, Pierluigi, Laura e Gianna Emanuela. Apre il libretto con questa sua testimonianza:
“La vita della Mamma è un atto ed una azione perenne di fede e di carità, è un ricercare senza sosta, per ogni decisione e per ogni opera, la volontà del Signore, con la preghiera e la meditazione, la Santa Messa e l’Eucarestia, è un realizzare continuo i precetti ed i consigli evangelici, anche quelli che chiamano alle vette del dovere, dell’apostolato e dell’amore, sempre, anche quando il sacrificio che ne consegue è quello della propria vita.”
IL 28 aprile 2002, nel quarantesimo anniversario della nascita al cielo di Gianna, Pietro scrive: “Gianna, sento vivissima la tua presenza nel ricordo dei sei mesi di fidanzamento, dei sei anni e mezzo di vita matrimoniale e familiare di gioia piena e perfetta con i nostri figli. Quando il Signore ti ha chiamata in paradiso, quarant’anni orsono, abbiamo continuato, pur nella sofferenza, a sentirti sempre più presente e vicina, nostra protettrice dal Cielo, e dal giorno in cui la nostra Mariolina ti ha raggiunta siete per noi i nostri angeli custodi.
Hai vissuto tutta la tua vita nella grazia di Dio e ringraziando Dio per ogni cosa bella e buona ricevuta, con il sorriso di chi trasforma la gioia ed il bene ricevuti nella gioia da dare al prossimo, con il sorriso sereno e gioioso di chi ha Gesù nel cuore e ne fa il suo riferimento privilegiato, quel sorriso che arriva al cuore e all’anima, che cura e rassicura, che dà un senso di serenità e di pace.
Carissima Gianna, con il tuo sorriso continua ad essere il nostro angelo custode, ad infondere in tutti coloro che sono in difficoltà e soffrono la tua forza d’animo, la tua fiducia nella Divina Provvidenza, la tua speranza, la tua serenità, il tuo coraggio e la tua gioia di vivere, e aiutaci ad essere sempre più degni di un sorriso così grande e benefico.”
Nozze d’oro di Gianna e Pietro
1955 - sabato 24 settembre - 2005
Di quel mattino di sabato 24 settembre 1955 sento ancora oggi la commozione indicibile che mi prese all'improvviso scrosciare di battimani, in tutta la Basilica di San Martino di Magenta, nel momento in cui la mia amatissima Gianna entrò in Chiesa, accompagnata dal fratello maggiore Francesco, sino al suo arrivo all'altare delle nostre Nozze!
“Grazia più grande e più desiderata non poteva farmi la Mamma Celeste, l’invocata Madonna del Buon Consiglio della mia devota Chiesetta di Ponte Nuovo”, come scrissi a Gianna il 22 febbraio 1955. In questa Chiesetta, su invito di Gianna, da me accolto con tutto l’entusiasmo, feci il Triduo di S. Messe e S. Comunioni, il 21-22-23 settembre, per prepararmi spiritualmente a ricevere il Sacramento dell’Amore; Gianna fece il Triduo nel Santuario dell’Assunta a Magenta. “La Madonna unirà le nostre preghiere, desideri”, mi scrisse Gianna il 4 settembre, “e poiché l’unione fa la forza, Gesù non può non ascoltarci ed aiutarci”.
Fu Gianna a chiedermi espressamente di sposarci proprio nella bellissima Basilica di Magenta, la “sua” Basilica, come era solita chiamarla, la Chiesa a lei più cara, dove, a pochi giorni dalla nascita, aveva ricevuto il S. Battesimo, dove aveva partecipato, con tanta assiduità e devozione, alla S. Messa, fatto visita e pregato tante e tante volte dinanzi al SS. Sacramento.
Per il mio carattere timido e riservato avrei preferito sposarmi in una Chiesetta sperduta in montagna, alla presenza di poche persone. Feci volentieri il sacrificio, veramente forte, di sposarmi in questa grande Basilica per accontentare la mia Gianna, che desiderava tanto sposarsi nella sua Parrocchia, dove era di casa, dove ancora oggi si avverte la sua presenza, si respira la sua aria, la sua grande fede e il suo grande spirito di preghiera.
Fu Gianna a scegliere personalmente i garofani bianchi per l’addobbo della Basilica, e, al termine della Cerimonia, donò il suo bouquet di fiori all’altare della Madonna, cui era tanto devota.
Don Giuseppe, fratello di Gianna, ha benedetto le nostre nozze e ricordo, in modo particolare, che ci ha affettuosamente esortato alla testimonianza del Vangelo ed alla santità, sul mirabile esempio dei loro “santi genitori”: per Gianna fu davvero profetica quella esortazione!
Da quel mattino cominciò per noi la pienezza della nuova vita: tutto un succedersi di giorni di gioie ineffabili, con i nostri meravigliosi bambini, e di serenità luminosa, di trepidazioni e di sofferenze, sino al mattino di quel sabato 28 aprile 1962 che vide Gianna salire al Cielo, raggiungendo la vetta dell’amore più grande che Gesù ci ha indicato.
E il Signore, nella Sua infinita bontà e misericordia, mi ha nuovamente benedetto, con un dono ed una grazia singolarissimi ed incommensurabili: mi ha “ridonato” una sposa e una mamma Santa, per i nostri figli e per il mondo intero!
Più volte penso e dico che non mi basterà l’eternità per ringraziare il Signore per il singolarissimo dono che mi ha fatto, tra i tantissimi doni che da Lui ho ricevuto e continuo a ricevere nella mia lunga vita.
A Lui, che mi ha concesso la grazia di vedere la mia amatissima Gianna elevata ai più alti onori degli altari, rivolgo ora la mia umile preghiera perché mi conceda anche la grazia di potermi inginocchiare dinanzi a lei, onorarla e pregarla nella “sua” Basilica di Magenta.
BIOGRAFIA DEL SERVO DI DIO - P. ALBERTO BERETTA ( fratello di S. GIANNA )
Padre Alberto Beretta - il suo nome di battesimo è Enrico - nacque il 28 agosto 1916 a Milano, rampollo di una famiglia profondamente religiosa, con sentimenti umano-cristiani ammirabili ed eccellenti.
I genitori Alberto Beretta e Maria De Micheli seppero trasfondere nei numerosi figli insegnamenti talmente radicali portandoli alla conquista di valori e carismi che hanno dell'eroico.
Enrico trascorse l'adolescenza e la giovinezza legato da una sincera amicizia con l'ingegnere chimico Marcello Candia. I due si scambiavano pareri ed opinioni sul futuro delle loro vite; entrambi frequentarono il Convento dei Frati Cappuccini di Viale Piave a Milano ed il loro consigliere e guida spirituale fu il famoso padre Genesio da Gallarate.
Più tardi il medico frequentò a Friburgo i primi due anni di teologia e completò gli altri presso i frati cappuccini di Piazzale Velasquez, pure in Milano, mentre il giovane ingegnere decise di farsi missionario volontario presso i padri del PIME di via Monte Rosa.
Concluso il corso teologico il Beretta venne ordinato sacerdote dal Cardinal Alfredo Ildefonso Schuster, arcivescovo di Milano, precedentemente era stato destinato alla Diocesi di Grajaù in Brasile, sotto l'obbedienza del Vescovo Mons. Emiliano Giuseppe Lonati, cappuccino. L'ordinazione ebbe luogo il 18 marzo 1948, mentre il viaggio per la nuova diocesi avvenne verso la fine dell'anno.
Il Vescovo di Grajaù, che da tempo coltivava l'idea di costruire un ospedale proprio per essere più vicino e più utile ai suoi diocesani, si valse dell'arrivo del giovane sacerdote e medico per attuare quell'antico suo desiderio e progetto.
La divina Provvidenza intervenne ancora inviando l'ingegnere Francesco Beretta, fratello del medico e l'aiuto dei missionari padre Francesco da Chiaravalle e padre Agostino Scanzi.
Si iniziarono così i lavori per la costruzione della grande e umanitaria opera. Tutto si svolse normalmente, anche se con difficoltà, mentre don Enrico decise di farsi cappuccino entrando, per breve tempo, nel noviziato della Custodia Provinciale del convento di Guaramiranga nel Cearà, professando in data 16 agosto 1961 e diventando padre Alberto.
E così ritornò a lavorare nella Diocesi in cui si era inserito: medico, sacerdote e, adesso, anche nella veste di frate minore cappuccino con la possibilità di attendere più efficacemente ai bisogni del popolo affidato alle sue cure. Affinché la sua professionalità fosse riconosciuta anche dallo Stato del Brasile, per padre Alberto fu necessario convalidare la laurea italiana sostenendo vari esami presso la facoltà di Porto Allegre applicandosi con impegno e gran forza di volontà.
É evidente che il fatto lo obbligò ad una maggiore preparazione e responsabilità, ma alla fine ottenne ottimi risultati con l'aiuto anche della Grazia che gli venne dall'alto. In più ebbe la possibilità di approfondire lo studio delle malattie tropicali, in Europa a volte poco considerate.
Da tutto ciò nacque il vantaggio di conoscere più profondamente l'ambiente in cui avrebbe svolto la sua attività, guadagnando inoltre la stima della classe medica locale.
Chiusa questa parentesi il missionario ritornò al campo del suo apostolato e qui trovò che la costruzione del nuovo ospedale procedeva a pieno ritmo e che la struttura era pronta, almeno in buona parte, per un immediato funzionamento.
Assistette e provvide alla sistemazione della sala operatoria per possibili ed urgenti interventi chirurgici ed egli stesso fu anche medico-chirurgo molto abile, ben formato da studi e corsi di specializzazione.
Non gli sfuggì però che le finalità principale della sua missione erano l'evangelizzazione e l'annuncio della Parola di Dio.
Ed è proprio in questi intenti che maggiormente si applicò, dando ali al suo zelo di apostolo in terra brasiliana. Fu veramente ammirabile e la sua figura divenne carismatica.
Nelle prime ore del pomeriggio di ogni sabato partiva per le diverse località che da lui sarebbero state assistite non solo per la salute del corpo, ma anche per la salvezza dell'anima dei redenti. E qui si snodavano le celebrazioni eucaristiche e l'amministrazione dei sacramenti, con attenzione estrema per malati ed infermi.
Nel descrivere e ricordare ciò che dirò più avanti, offenderò certo l'umiltà e la riservatezza che caratterizzarono la sua persona.
Gli chiedo scusa, ma non posso nascondere la mia ammirazione nei suoi confronti e ciò che da vicino ho potuto constatare nei tre anni vissuti come superiore e parroco della parrocchia dove ha costruito l'ospedale. Le sue opere possano testimoniare e glorificare il Padre celeste che sta nei cieli.
Come medico egli curò, accolse ed operò gli ammalati gli infermi, ricevuti in ospedale o visitati da lui direttamente nelle loro case.
Egli era sempre disponibile in qualsiasi giorno, per tutte le 24 ore, incurante dei fenomeni atmosferici, da solo o accompagnato, a volte a piedi o a dorso di mulo, aiutato dalle suore cappuccine, da infermiere e volontarie da lui avviate alla professione.
Padre Alberto camminava con un passo affrettato, a volte svelto e ben deciso. Chi lo osservava con attenzione era in grado di notare che si trattava di un animo fiducioso e generoso. Tutti lo salutavano con chiari segni di riverenza, di rispetto e direi di venerazione. Non era raro udire espressioni di questo tipo : "Frei Alberto è un santo!".
Un medico russo, conosciuto a Rio de Janeiro, gli insegnò la tecnica della sterilizzazione e della preparazione della placenta, sostanza vitale, espulsa dal corpo della madre dopo il parto. Questa era raccolta dalle levatrici e posta in contenitori appositamente preparati e consegnati a lui in breve tempo.
Durante la notte poi, invece di riposare, si sacrificava nel preparare le dosi adatte all'età del paziente e suddivise negli otto giorni, per la cura del diabete, del reumatismo, dell'asma e malattie consimili.
I risultati erano spesso immediati già dalle prime applicazioni e si nutriva presto fiducia verso la guarigione, particolarmente quando la placenta era applicata nelle fasi iniziali del male.
Un'altra sua specializzazione riguardava la cura dell'organo visivo. Ogni anno, in date e tempi diversi, si assisteva al fatto impressionante della convocazione di persone arrivate da fuori per essere operate all'occhio dalla cataratta o da altri disturbi congeniti, come quello dell'indebolimento del cristallino.
Padre Alberto, previo appuntamento, programmava in grande scala questo incontro.
Preparava i pazienti all'intervento e aiutato da un collega appositamente chiamato dalla capitale dello Stato procedeva all'operazione.
A volte il numero dei pazienti raggiungeva anche le 50 persone ed in questa circostanza l'ospedale subiva una particolare trasformazione. Per affrontare dignitosamente la situazione, infatti, era purtroppo necessario portare nuovi letti nei corridoi e negli altri spazi liberi dell'ospedale.
L'intervento durava da due a tre giorni, soltanto padre Alberto rimaneva ad assistere i degenti sino alla data della loro dimissione.
Egli accoglieva e convocava preferibilmente i poveri ed i meno favoriti dalla sorte.
Circa la cura degli anseniani, padre Alberto, in un primo tempo, li assistette nel villaggio da loro costruito lontano dall'abitato e composto da casupole di fango coperte da foglie di cocco. Li curava anche spiritualmente celebrando per loro la S.Messa, predicando ed amministrando i Sacramenti.
Più tardi, per interessamento del Vescovo Mons. Adolfo Bossi e con il concorso di tanti benefattori, i disagi degli anseniani vennero mitigati con la costruzione di "Vila San Marino" dotata di casette in muratura con servizi igienici, una chiesetta, il refettorio, le cucine e le abitazioni del personale sanitario. In questo luogo, ampliato e migliorato anche dal successore Mons. Valentino Lazzari, gli ammalati furono curati in modo più efficace e molti di loro poterono tornare a casa guariti.
Infine, vale ricordare che nel recinto dell'ospedale c'erano anche due fabbricati con locali e ambienti igienicamente disposti, attrezzati ed adeguatamente isolati per ricevere i malati tubercolotici affetti da malattie contagiose della pelle e con segni della terribile e dolorosa malattia della lebbra.
Sicuramente grande è stata la generosità dei benefattori che hanno aiutato quest'opera, la volontà della Chiesa che l'ha voluta, la dedizione e i sacrifici di chi l'ha fondata e amministrata.
La figura estremamente caritatevole del dott. padre Alberto non solo godette fama nella città di Grajaù dove fu costruito l'ospedale, ma anche presso i medici sia dello Stato del Maranhao, che in tutto il territorio della nazione ed in modo particolare nel sud del Brasile dove lui si recava spesso per i viaggi urgenti ed inerenti l'esercizio della sua professione.
Purtroppo padre Alberto, proprio in uno dei suoi viaggi apostolici di sacerdote, fu vittima di una fatale congestione cerebrale che lo costrinse ad abbandonare definitivamente il suo lavoro di missionario ed evangelizzatore. L'attacco gli paralizzò la lingua e lo rese semiparalizzato ad un braccio ed una gamba.
Portato d'urgenza nella Capitale dello Stato ricevette le prime cure e fu poi trasferito dai parenti nell'ospedale della sua terra d'origine. Dopo una degenza di parecchi mesi presso il Policlinico di Ponte S. Pietro (Bergamo), con il consenso dei superiori, attualmente vive, ormai da 17 anni, nella casa materna, amorosamente curato dal fratello don Giuseppe e dalle sorelle Zita e madre Virginia, sotto la guida del dottor Marcello Odorizi.
Lì continua da infermo ad offrirsi in sacrificio a Dio, pregando e ricevendo inoltre aiuti materiali ed offerte per la conservazione e gestione del suo ospedale "San Francesco d'Assisi" da lui amministrato e tanto amato.
Alcuni mesi prima dell'incidente occorsogli, seguendo l'esempio dell'amico dott. Candia, d'accordo con Mons. Lazzari, allora vescovo di Grajaù, l'ospedale venne donato dalla Prelazia all'Ordine dei padri camilliani brasiliani di San Paolo, i quali si sono inseriti egregiamente, tant'è che l'istituzione è ancor oggi in piena attività e la sua nobile missione è un vero miracolo per quelle regioni lontane, difficili, problematiche e vicinissime alla gigantesca e misteriosa foresta amazzonica.
Oggi, ricordando ancora con nostalgia quell'opera cristiano-umanitaria, padre Alberto si mantiene sereno, sorridente, come quando lavorava in piena attività di sacerdote, di medico e missionario.
É vero Gesù insegna: " Non sappia la tua destra...", ma io grido: "Che tutti sappiano e conoscano la sublime dedizione alla propria vocazione in questo mondo in cui ci sono molte persone mediocri. E gridiamolo dai tetti per far conoscere questi uomini chiamati da Dio a tanto sublime eroismo".
Autore: Padre Paolino Pegurri
Fonte:
www.missioni.org
TESTI PER LA CELEBRAZIONE DELL'UFFICIO DIVINO in onore di S. Gianna Beretta Molla
RITO ROMANO
(Testi tratti dal Proprio dei Santi della Diocesi di Pavia)
28 aprile
SANTA GIANNA BERETTA MOLLA
Memoria
Gianna Beretta Molla nacque il 4 ottobre 1922 a Magenta (MI); con vigile sapienza i suoi genitori accompagnarono la sua crescita umana e cristiana. Fu donna serena e colma di gioia; amò “tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode” (Filip. 4, 8). Si impegnò con fervore nell’apostolato, nell’opera di San Vincenzo, nell’Azione Cattolica. Frequentò l’università a Pavia dove si laureò in Medicina e Chirurgia il 30 novembre 1949. Negli anni della sua presenza a Pavia si raccoglieva ogni giorno in preghiera nella chiesa di santa Maria del Carmine. Divenne medico condotto a Mesero (MI), dove prestò la sua attività sino a pochi giorni dalla morte. Il 24 settembre 1955 si sposò con Pietro Molla. Nel settembre 1961, durante la quarta travagliata gravidanza, con la forza della fede e della preghiera chiese decisamente che fosse salvato il frutto del suo grembo, anche con l’offerta della sua vita. Morì una settimana dopo aver dato alla luce una bambina, il 28 aprile 1962, sabato nell’ottava di Pasqua della Risurrezione del Signore, ammirabile testimone della santità della vita.
Dal Comune delle Sante
Ufficio delle letture
SECONDA LETTURA
Dai manoscritti di santa Gianna Beretta Molla
Così si fanno i santi
Una cosa è certa: noi siamo stati oggetto di predilezione da tutta l’eternità. Tutte le cose hanno un fine particolare. Tutte obbediscono a una legge. Le stelle seguono la loro orbita, le stagioni si susseguono in modo perfetto; tutto si sviluppa per un fine prestabilito. Tutti gli animali seguono un istinto naturale.
Anche a ciascuno di noi Dio ha segnato la via, la vocazione; oltre la vita fisica, la vita della grazia.
Viene un giorno che ci accorgiamo che attorno a noi ci sono altre creature e mentre avvertiamo questo fuori di noi, si sviluppa in noi una nuova creatura.
È il momento sacro e tragico dalla fanciullezza alla giovinezza, lì poniamo il problema del nostro avvenire.
Non lo si deve risolvere all’età di 15 anni, ma è bene orientare tutta la nostra vita verso quella via in cui ci chiama il Signore.
Dal seguire bene la nostra vocazione dipende la nostra felicità terrena ed eterna.
Cos’è la vocazione? È un dono di Dio, quindi viene da Dio. Se è dono di Dio, la nostra preoccupazione deve essere quella di conoscere la volontà di Dio. Dobbiamo entrare in quella strada: se Dio vuole; non forzare mai la porta; quando Dio vuole; come Dio vuole.
Conoscere la nostra vocazione; in che modo?
Interrogare il Cielo con la preghiera; interrogare il direttore spirituale; interrogare noi stessi, sapendo le nostre inclinazioni.
Ogni vocazione è vocazione alla maternità materiale, spirituale, morale perché Dio ha posto in noi l’istinto della vita.
Il sacerdote è padre, le suore sono madri, madri delle anime. Guai a quelle figliole che non accettano la vocazione alla maternità.
Prepararsi alla propria vocazione significa prepararsi ad essere donatori di vita…
Ci sono tante difficoltà, ma con l’aiuto di Dio dobbiamo camminare sempre senza paura, che se nella lotta per la nostra vocazione dovessimo morire, quello sarebbe il giorno più bello della nostra vita.
RESPONSORIO Ef 5, 8-9; Mt 5, 14.16
R. Voi siete luce nel Signore: comportatevi come figli della luce. * Frutto della luce è ogni cosa buona, giusta e vera.
V. Voi siete luce del mondo: splenda la vostra luce davanti agli uomini.
R. Frutto della luce è ogni cosa buona, giusta e vera.
ORAZIONE
Dio, amante della vita, che hai donato a Santa Gianna di rispondere con piena generosità alla vocazione cristiana di sposa e madre, concedi anche a noi, per sua intercessione, di seguire fedelmente i tuoi disegni, affinché risplenda sempre nelle nostre famiglie la grazia che consacra l’amore materno e la vita umana. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
Il Santo Rosario meditato con i testi di S. Gianna Beretta Molla

IL SANTO ROSARIO
meditato con i testi di Santa Gianna Beretta Molla
INTRODUZIONE
Gianna Beretta Molla - Madonna col Bambin Gesù - Mesero
Santa Gianna Beretta Molla fu sempre molto devota alla Madonna. Ne sono prova i continui riferimenti che essa fa a Lei negli incontri con le ragazze di Azione Cattolica e nelle lettere al fidanzato e sposo. Valgano alcune brevi citazioni.
Volle prepararsi al matrimonio con Pietro con un triduo di preghiera: lei si sarebbe recata al Santuario dell’Assunta in Magenta, lui, Pietro, in quello della Madonna del Buon Consiglio a Ponte Nuovo. Così, scrisse a Pietro il 4 settembre1955: «La Madonna unirà le nostre preghiere e desideri, e poiché l’unione fa la forza, Gesù non può non ascoltarci e aiutarci».
Nell’estate 1957, mentre attende Mariolina, la secondogenita, scrive al marito: «Grazie, Piero carissimo, delle tue preghiere. La Madonna ti ascolterà e avremo così un altro bel bambino come il nostro caro Pierluigi». Due anni dopo, mentre attende Laura ed è affaticata dalla gravidanza, scrive sempre a Pietro: «Confido nella Madonna e sono certa che anche questa volta mi aiuterà». Infine, nel settembre 1961 dopo l’operazione con cui le è stato asportato il tumore senza compromettere la vita di Gianna Emanuela, come ella stessa aveva chiesto ai medici, dall’Ospedale San Gerardo di Monza scrive ai suoi figli, che si trovano in vacanza, perché non sentano troppo la lontananza della mamma: «Dite un’Ave Maria per me, così la Madonna mi farà guarire presto e potrò tornare a Courmayeur a riabbracciarvi e a stare con voi». Facciamo nostre le parole di Santa Gianna Beretta Molla e poniamoci anche noi in preghiera con Maria, davanti a lei, come figli e fratelli. Affidandoci alla sua protezione, potremo chiedere a lei di aiutarci a dire anche noi il nostro “sì” al Signore Gesù, con lo stesso entusiasmo che ebbe lei, con lo stesso entusiasmo che ebbe santa Gianna.
Don Ennio Apeciti
Ufficio Cause dei Santi – Diocesi di Milano
MISTERI GAUDIOSI
1° mistero
L’Annunciazione del Signore a Maria Santissima
Dal Vangelo secondo Luca (Lc. 1, 34-35.37-38)
Allora Maria disse all’Angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l’Angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo.
Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”.
Dalla lettera al fidanzato dell’ 11 marzo 1955
Il Signore proprio mi ha voluto bene. Tu sei l’uomo che desideravo incontrare, ma non ti nego che più volte mi chiedo: “sarò io degna di lui?”. Sì, di te, Pietro, perché mi sento proprio un nulla, così capace di niente che pur desiderando grandemente di farti felice, temo di non riuscirvi. E allora prego così il Signore: “Signore, tu che vedi i miei sentimenti e la mia buona volontà, rimediaci tu ed
aiutami e aiutami a diventare una sposa e una madre come Tu vuoi e penso che anche Pietro lo desidera”.
2° mistero
La Visitazione di Maria Santissima a S. Elisabetta
Dal Vangelo secondo Luca (Lc. 1, 39.41.45)
In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria esclamò a gran voce: «Beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore».
Da una Conferenza alle Aspiranti dell’Azione Cattolica (1946-1948)
Ci lamentiamo spesso che Dio è lontano, mentre è vicinissimo, è in ciascuno dei nostri fratelli. “Essi sono altrettanti me stesso”, dice nostro Signore.
“Quello che avete fatto al più piccolo dei miei fratelli, l’avete fatto a me”. Fabiola lavava le piaghe immonde dei poveri, vincendo ogni disgusto, perché nelle loro piaghe sapeva bene che medicava quelle del Salvatore. E come Fabiola tante altre sante. Ogni cristiano è un altro Cristo. I nostri fratelli sono un esercito immenso di altrettanti Cristo. Noi dobbiamo amarli in Dio e amare Dio in loro. Bisogna che sulla nostra carità vi sia una goccia calda del nostro sangue.
3° mistero
Gesù nasce nella grotta di Betlemme
Dal Vangelo secondo Luca (Lc. 2, 8-11)
In quel tempo c’erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l’angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi è nato per voi nella città di Davide un Salvatore, che è il Cristo Signore».
Dall’adunanza del Cenacolo “Aspiranti Azione Cattolica” del 12 dicembre 1946
Incarnarsi, che cosa vuol dire? Vuol dire rendere la verità visibile nella propria persona, rendere la verità amabile, offrendo in se stessi un esempio attraente e se possibile eroico. L’uomo che ha sempre bisogno di vedere, di palpare, di sentire, non si lascia facilmente conquistare da una parola. Il dire soltanto non trascina, il far vedere sì. Se Gesù avesse fatto il suo invito alla pratica della povertà soltanto con il suo discorso della montagna «Beati i poveri…» pochi avrebbero cercato la felicità nella povertà. Ma egli nacque povero, visse povero e morì povero, così il suo esempio attirò a sé Francesco d’Assisi e tutta quella schiera di anime che volle seguirlo nella povertà. […] Incarnarsi vuol dire rendere la verità visibile nella nostra persona, cioè manifestare attraverso la vostra umanità Gesù Cristo e la bellezza della vita secondo il Vangelo. Dobbiamo essere i testimoni viventi della grandezza e della bellezza del cristianesimo.
4° mistero
La Presentazione di Gesù al Tempio e la Purificazione di Maria Santissima
Dal Vangelo secondo Luca (Lc. 2, 22 – 23. 25. 34 – 35 )
Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore;
Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d'Israele; Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: "Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima".
Dagli appunti per la Conferenza di S. Vincenzo de’ Paoli
(1947-1948)
Una madre o una sposa che porta nel cuore le sette spade dei dolori morali a cui aggiunge la croce di una salute debole o della miseria, in una famiglia numerosa, oh, questa donna è una martire, una santa, senz’altro cilicio, se sa amare come può amare! […] «Amiamo la Croce» e ricordiamoci che non siamo sole, a portarla, ma c’è Gesù che ci aiuta e in Lui, che ci conforta, come dice san Paolo, tutto possiamo.
5° mistero
Il Ritrovamento di Gesù fra i Dottori del Tempio
Dal Vangelo secondo Luca (Lc. 2, 41-43.46)
I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni vi salirono di nuovo secondo l’usanza, ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel Tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava.
Dall’adunanza del Cenacolo “Aspiranti Azione Cattolica” del 23 febbraio 1946
Si dice che il lavoro è preghiera. Chi lavora prega: perché? In che modo? Il lavoro è preghiera quando noi offriamo al Signore le nostre azioni, che stiamo per compiere, affinché esse servano alla sua gloria. San Paolo: «Qualunque cosa diciate o facciate, fate tutto nel nome del Signore Gesù Cristo, rendendo per lui grazie a Dio Padre. Sia che mangiate o beviate o facciate qualsiasi altra
cosa, tutto fate a gloria di Dio». L’intenzione iniziale al mattino, è come l’indirizzo che poniamo sulla lettera: essa continuerà a camminare verso Dio, anche se noi non ci pensiamo più. Se poi questa intenzione la ripetiamo sovente durante la giornata, la nostra preghiera diventa ancor più continua e il pensiero soave di Dio che ci sta soccorrendo mentre lavoriamo sotto il suo sguardo, non ci abbandona
più.
MISTERI LUMINOSI
1° mistero
Il Battesimo di Gesù nel fiume Giordano
Dal Vangelo secondo Luca (Lc. 3, 21-22)
Quando tutto il popolo fu battezzato e mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di colomba, e vi fu una voce dal cielo: «Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto».
Dall’adunanza del Cenacolo “Aspiranti Azione Cattolica” del 18 novembre 1946
Non dobbiamo nell’apostolato mettere noi al primo posto, proclamare noi stesse, ma dobbiamo invece scomparire e dare sempre il primo posto a Gesù Cristo. Guardate S. Giovanni Battista. I Farisei accorrono da Lui per domandargli se è il Messia, ma egli risponde: «No, non lo sono; io non sono neppure degno di sciogliergli i legacci dei sandali dei sandali, poi guardate, ecco il Messia» ed accenna ad una persona avvolta in un mantello che si avanza. E, notate, manda a Lui i suoi stessi uditori e i suoi fedeli e dice: «Bisogna che Egli, il Cristo cresca ed io diminuisca»! Quale umiltà, quale disinteresse!
2° mistero
Gesù muta l’acqua in vino alle nozze di Cana
Dal vangelo secondo Giovanni (Gv. 2, 1-5)
In quel tempo ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato anche Gesù con i suoi discepoli. Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». E Gesù rispose: «Che vuoi da me, Donna? Non è ancora giunta la mia ora». La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà».
Dalla lettera al fidanzato del 4 settembre 1955
Quando penso al nostro grande amore reciproco, non faccio che ringraziare il Signore. È proprio vero che l’amore è il sentimento più bello che il Signore ha
posto nell’animo degli uomini. E noi ci vorremo sempre bene – come ora, Pietro. Pietro, vorrei poterti dire tutto ciò che sento e ho nel cuore, ma non sono capace, e tu che ormai bene conosci i miei sentimenti, sappimi leggere ugualmente. Pietro carissimo, sono certa che mi renderai sempre felice come lo sono ora e che il Signore esaudirà le tue preghiere, perché chieste da un cuore che Lo ha sempre amato e servito santamente... Così con l’aiuto e la benedizione di Dio faremo di tutto perché la nostra nuova famiglia abbia ad essere un piccolo cenacolo, ove Gesù regni sopra tutti i nostri affetti, desideri ed azioni. Pietro mio, mancano pochi giorni e mi sento tanto commossa ad
accostarmi a ricevere il Sacramento dell’Amore. Diventiamo collaboratori di Dio nella creazione, possiamo così dare a Lui dei figli che Lo amino e Lo servano. Pietro, sarò capace di essere la sposa e la mamma che tu hai sempre desiderato? Lo voglio proprio, perché tu lo meriti e perché ti voglio tanto bene.
3° mistero
Gesù annuncia il Regno dei Cieli
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt. 5, 1-5)
Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo: «Beati, i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati i miti, perché erediteranno la terra».
Da una Conferenza alle Aspiranti dell’Azione Cattolica (1946-1948)
Gesù nell’ultima cena ha detto: «Da questo vi conosceranno che siete miei discepoli: se vi amerete scambievolmente». San Vincenzo de’ Paoli diceva che “Il cristiano senza la carità è un cristiano dipinto, non un cristiano reale.”
Quindi, care amiche, alla conquista della regina delle virtù; sarà un lavoro dentro di noi e intorno a noi; nessuno deve dormire. E dovrà essere una continua gara che consisterà in aiuto reciproco. Perché amare il prossimo? Perché il prossimo è Gesù Cristo.
4° mistero
La Trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor
Dal Vangelo secondo Marco (Mc. 9, 2-5)
Dopo sei giorni, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò sopra un monte alto, in un luogo appartato, loro soli. Si trasfigurò davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e discorrevano con Gesù. Prendendo allora la parola, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello
per noi stare qui».
Dall’adunanza del Cenacolo “Aspiranti Azione Cattolica” dell’ 11 novembre 1946
Leggendo il Vangelo vediamo quanto fu sempre grande il desiderio di Gesù di essere accanto agli apostoli. «Ne scelse dodici dice il Vangelo, perché fossero sempre con sé» e allo stesso modo gli apostoli desideravano stare il più continuamente possibile accanto al maestro. Anche ora Gesù desidera ardentemente rimanere coi suoi apostoli, che siamo noi, e noi desideriamo stare con Lui? Non ci dovrebbe essere mai nessuna giornata della vita di un apostolo che non comprenda un tempo determinato per un po’ di raccoglimento ai piedi di Dio.
5° mistero
Gesù istituisce la Santissima Eucaristia
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt. 26, 26-28)
Mentre mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli dicendo: «Prendete e mangiate, questo è il mio corpo». Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza versato per molti in remissione dei peccati».
Dall’adunanza del Cenacolo “Aspiranti Azione Cattolica” del 16 febbraio 1946
Il nostro gruppetto si chiama Cenacolo, perché voi sapete che Gesù, prima della sua passione e morte raccolse i suoi discepoli nel cenacolo e vi istituì la S.S. Eucaristia. Dopo la sua Ascensione, nel giorno della Pentecoste, mentre gli apostoli con la Madonna stavano pregando ancora nel cenacolo, discese lo Spirito Santo su di essi. Più tardi ancora, sempre nel Cenacolo, ove gli apostoli
si trovavano a pregare, apparve Gesù. Cenacolo, luogo di preghiera, luogo in cui ci dobbiamo formare, per diventare delle apostole, dei veri seguaci di Gesù. Insieme, con l’aiuto di Gesù e della Mamma celeste, impareremo ad amare veramente Dio e amare i nostri fratelli.
MISTERI DOLOROSI
1° mistero
L’Agonia di Gesù nell’Orto degli Ulivi
Dal Vangelo secondo Luca (Lc. 22, 39-42)
Uscito se ne andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. Giunto sul luogo, disse loro: «Pregate, per non entrare in tentazione». Poi si allontanò da loro quasi un tiro di sasso e, inginocchiatosi, pregava: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice. Tuttavia, non sia fatta la mia, ma la tua volontà».
Da una Conferenza alle Aspiranti dell’Azione Cattolica (1946-1948)
Voi sapete che i cristiani vivono in grazia di Dio, formano un’unità, un unico corpo di cui Cristo è il capo e i cristiani le membra. E come Gesù Cristo il nostro capo, ha tutto dato morendo sulla croce, perché tutti fossero vivi della vita divina, così noi dobbiamo con Cristo lavorare e salvare le anime. Tanto più l’apostolo è vicino a Dio, il più prossimo al suo cuore, tanto meglio saprà lavorare e fare del bene alle anime. Ora poiché l’unione con Dio è frutto del raccoglimento, dello spirito di preghiera, quale deve essere la vita di preghiera dell’apostolo? Anche qui come sempre, il modello è nostro Signore.
2° mistero
Gesù è flagellato alla colonna
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv. 19, 1-3)
Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare. E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora, quindi gli venivano davanti e gli dicevano: «Salve, re dei Giudei». E gli davano schiaffi.
Dalle confidenze fatte alla sorella Suor Virginia negli ultimi giorni di vita
Si vorrebbe sempre star bene, fuggire il dolore, godere... Per la salvezza delle anime non basta la preghiera, la parola, occorre unire qualcosa di nostro, qualche goccia del nostro sangue, un po’ di noi stessi. Gesù sia il nostro modello. Portare con gioia ogni giorno la croce che Gesù ci manda, con gioia.
3° mistero
Gesù è incoronato di spine
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt. 27, 27-30)
Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la coorte. Spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto e, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, con una canna nella destra; poi, mentre gli si inginocchiavano davanti, lo schernivano: «Salve, re dei Giudei». E sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo.
Dall’adunanza del Cenacolo “Aspiranti Azione Cattolica” del 30 dicembre 1946
Terzo punto della regola dell’apostolo che segue le orme di Gesù: Passus est, cioè soffrire. Le anime si acquistano con l’esempio, con la parola, ma soprattutto con il sacrificio. È ingenuo pensare che si lavorerà all’avanzamento del Regno di Dio senza incontrare resistenza. Pensiamo ai tormenti che dovettero subire gli apostoli e i primi martiri, per avere osato predicare il Vangelo. Pretendere di essere apostoli e non partecipare poi al sacrificio del Salvatore del mondo è pura immaginazione e illusione. Quindi noi lavoriamo sempre con generosità, umiltà, non pretendiamo di vedere subito i
frutti del nostro lavoro. Quello che conta è lavorare, non dormire. Salvare il mondo non è mai stata un’opera facile né per il figlio di Dio né per gli apostoli.
4° mistero
Gesù porta la Croce al Calvario
Dal Vangelo secondo Luca (Lc. 23, 26-28)
Mentre lo conducevano via, presero un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù. Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltatosi verso le donne, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e suoi vostri figli».
Dagli appunti per la Conferenza di S. Vincenzo de’ Paoli (1947-1948)
«Se qualcuno vuol essere mio discepolo, prenda la sua croce e mi segua». Amore e sacrificio sono così intimamente legati quanto il sole e la luce. Non si può amare senza soffrire e soffrire senza amare. Guardate alle mamme che veramente amano i loro figlioli; quanto sacrifici fanno. A tutto sono pronte, anche a dare il proprio sangue perché i loro bambini crescano buoni, sani, robusti!
E Gesù non è forse morto in croce per noi, per amore nostro?! È col sangue del sacrificio che si afferma e si conferma l’amore.
5° mistero
Gesù muore sulla Croce
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv. 19, 25-30)
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria di Magdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa. Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: «Ho sete». E, dopo aver ricevuto l’aceto, Gesù disse: «Tutto è compiuto». E, chinato il capo spirò.
Da una Conferenza alle Aspiranti dell’Azione Cattolica (1946-1948)
Qual è stata la preoccupazione di Gesù sulla croce? Perdonare ed ottenere il perdono anche dall’Eterno Padre per i disgraziati che lo insultavano e lo uccidevano. Siamo soliti noi a perdonare? Diciamo nel Pater «rimetti a noi i nostri debiti» (perdonaci le offese che ti rechiamo) come «noi rimettiamo a nostri debitori» (come noi perdoniamo agli altri). Fortunatamente il Signore è
infinitamente misericordioso. Guai se ci prendesse in parola! Perdoniamo,
perdoniamo sempre e a tutti. […] Gesù per la salvezza nostra si è sacrificato sulla Croce, ha donato se stesso. Siamo anche noi generose. Quando Gesù bussa alla porta del mio cuore, per chiederci un sacrificio, apriamogli sempre ed accogliamolo con gioia. «Servite Domino in laetitia» ci insegna la Sacra Scrittura.E che cos’è che aiuta la letizia? La comprensione reciproca e l’affezione vicendevole. Vogliamoci, dunque, bene.
MISTERI GLORIOSI
1° mistero
Gesù risorge da morte
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv. 20, 16-18)
Gesù le disse: «Maria!». Ella, allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: «Rabbuni!», che significa: Maestro! E Gesù le disse: «Non stare qui a trattenermi, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro». Maria di Magdala andò subito ad annunziare ai discepoli: «Ho visto il Signore» e anche
ciò che le aveva detto.
Dal quaderno degli appunti degli Esercizi Spirituali del 1938 (16-18 marzo 1938)
Sorridere a Dio, da cui ci viene ogni dono.
Sorridere al Padre con le preghiere più perfette,allo Spirito Santo.
Sorridere a Gesù, accostandoci alla S. Messa, alla Comunione, alla Visita.
Sorridere a colui che impersona il Cristo, al Papa.
Sorridere a colui che personifica Dio, il confessore, anche quando ci chiama a tagli netti.
Sorridere alla Vergine Santa, esempio al quale dobbiamo conformare la nostra vita, sicché chi guarda a noi possa essere portato a pensieri santi.
Sorridere al nostro angelo custode, perché ci fu dato da Dio per guidarci in Paradiso.
Sorridere ai genitori, fratelli, sorelle, perché dobbiamo essere fiaccole di gioia, anche quando ci impongono doveri che vanno contro la nostra superbia.
Sorridere sempre, perdonando le offese.
Sorridere in Associazione, bandendo ogni critica e mormorazione.
Sorridere a tutti quelli che il Signore ci manda durante la giornata.
Il mondo cerca la gioia ma non la trova, perché lontano da Dio. Noi, che abbiamo compreso che la gioia viene da Gesù, con Gesù nel cuore portiamo la gioia. Egli sarà la forza che ci aiuta.
2° mistero
L’Ascensione di Gesù al cielo
Dagli Atti degli Apostoli (At. 1, 8-11)
Disse loro Gesù: «Avrete forza dallo Spirito Santo, che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra». Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché stavano fissando il cielo,mentre gli se ne andava, due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state qui a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo».
Dall’adunanza del Cenacolo “Aspiranti Azione Cattolica” del 23 febbraio 1946
Riflettete un momento questa grande verità che Gesù ci ha lasciato. Il Cristiano in grazia è alter Christus. È un tabernacolo, un ostensorio, un tempio. «Se rimanete in me – disse Gesù – il Padre e io verremo a fare la nostra dimora in voi». E san Paolo: « Cristo è il capo, noi le membra». Se veramente avessimo sempre presente questa grande verità, nulla noi faremmo che possa far dispiacere a Gesù, che è in noi. E se in tutti coloro che ci circondano noi vedessimo sempre un alter Christus, come sarebbe bella la vita – niente odio, invidia, rancore – ma amore, carità, gioia piena.
3° mistero
La Discesa dello Spirito Santo sopra Maria Santissima e gli Apostoli
Dagli Atti degli Apostoli (At. 2, 1-4)
Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovarono tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la cosa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro di esprimersi.
Da una conferenza alle socie della Gioventù femminile dell’ Azione Cattolica(1946-1949)
Carissime, siamo apostole. Se vogliamo che il nostro apostolato non sia vano, bensì efficace, c’è un unico mezzo infallibile: la preghiera. «In verità in verità vi dico: se domanderete al Padre qualche cosa nel mio nome, ve lo darà. Domandate e riceverete». Dobbiamo essere anime di preghiera, anche se tutto attorno durante la giornata ci distoglie da essa.
4° mistero
L’Assunzione di Maria Santissima al cielo
Dal Vangelo secondo Luca (Lc. 1, 46-49)
In quel tempo Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore, poiché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e Santo è il suo nome».
Dal quaderno degli appunti degli Esercizi Spirituali del 1938 (16-18 marzo 1938)
Paradiso. Non ci possiamo immaginare quanto bello, grande esso sia. In Paradiso non si soffrirà più; non avremo più persone antipatiche, nemiche; godremo immensamente. Su questa terra siamo tutti contenti quando entra in noi una piccola parte di gioia. In Paradiso, invece, la gioia ci circonderà, ci troveremo in un mondo di pace, di gioia e di consolazione. […] Proposito: pregare il Signore di farmi andare in Paradiso. […] Così pregherò e con l’aiuto di Dio entrerò nel Regno dei cieli con tutti i santi e le altre anime sante.
5° mistero
L’Incoronazione di Maria Santissima Regina del cielo e della terra
Dall’Apocalisse di S. Giovanni Apostolo (Ap. 11, 19 -12, 1)
Si aprì il santuario di Dio nel cielo e apparve nel santuario l’Arca dell’Alleanza.
Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi
e sul suo capo una corona di dodici stelle.
Dalla lettera al fidanzato del 1° luglio 1955
Pensa, Pietro, al nostro nido, riscaldato dal nostro affetto e rallegrato dai bei popi, che il Signore ci manderà! È vero, ci saranno anche dei dolori ma, se ci vorremo sempre bene come ce ne vogliamo ora, con l’aiuto di Dio sapremo insieme sopportarli. Ti pare? Ora però godiamo della gioia di amarci, perché a me hanno sempre insegnato che il segreto della felicità è di vivere momento per momento, e di ringraziare il Signore di tutto ciò che Egli nella bontà ci manda giorno per giorno.
Perciò in alto i cuori e viviamo felici!
TESTI PER LA CELEBRAZIONE DELL'EUCARISTIA in onore di S. Gianna Beretta Molla
RITO ROMANO
(Testi tratti dal Proprio dei Santi della Diocesi di Pavia)
28 aprile
S. GIANNA BERETTA MOLLA, laica
Memoria
Gianna Beretta Molla nacque il 4 ottobre 1922 a Magenta (MI); con vigile sapienza i suoi genitori accompagnarono la sua crescita umana e cristiana. Fu donna serena e colma di gioia; amò “tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode” (Filip. 4, 8). Si impegnò con fervore nell’apostolato, nell’opera di San Vincenzo, nell’Azione Cattolica. Frequentò l’università a Pavia dove si laureò in Medicina e Chirurgia il 30 novembre 1949. Negli anni della sua presenza a Pavia si raccoglieva ogni giorno in preghiera nella chiesa di santa Maria del Carmine. Divenne medico condotto a Mesero (MI), dove prestò la sua attività sino a pochi giorni dalla morte. Il 24 settembre 1955 si sposò con Pietro Molla. Nel settembre 1961, durante la quarta travagliata gravidanza, con la forza della fede e della preghiera chiese decisamente che fosse salvato il frutto del suo grembo, anche con l’offerta della sua vita. Morì una settimana dopo aver dato alla luce una bambina, il 28 aprile 1962, sabato nell’ottava di Pasqua della Risurrezione del Signore, ammirabile testimone della santità della vita.
ANTIFONA D’INGRESSO (Gn 1,27; Sal 138,16)
“Dio creò l’uomo a propria immagine
a immagine di Dio lo creò”.
“Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi, o Signore,
e nel tuo libro erano fissati i miei giorni”. Alleluia.
COLLETTA
Dio, amante della vita,
che hai donato a Santa Gianna
di rispondere con piena generosità
alla vocazione cristiana di sposa e madre,
concedi anche a noi, per sua intercessione,
di seguire fedelmente i tuoi disegni,
affinché risplenda sempre nelle nostre famiglie
la grazia che consacra l’amore materno e la vita umana.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Letture della feria corrente oppure dal Comune delle sante.
SULLE OFFERTE
O Dio, che hai ricolmato santa Gianna della forza di Cristo,
così che seppe offrire la suprema testimonianza dell’amore materno,
concedi al tuo popolo, che celebra il sacrificio di salvezza,
di onorare e di custodire sempre con religioso amore la vita umana,
segno e dono della tua bontà senza fine.
Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE (Mt 25, 40)
“In verità vi dico:
ogni volta che avete fatto queste cose
a uno solo di questi miei fratelli più piccoli,
l’avete fatto a me”, dice il Signore. Alleluia.
DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che hai reso partecipe il tuo popolo
della mensa del pane di vita,
infiammalo di amore sincero,
e fa’ che, per l’intercessione di santa Gianna,
con fermo proposito e azione coerente
sempre rispetti e protegga l’inviolabile dignità dell’uomo
che Cristo stesso, con il suo sangue,
ha redento e nobilitato.
Per Cristo nostro Signore.
CONGREGAZIO DE CULTU DIVINO ET DISCIPLINA SACRAMENTORUM
Prot. 13/06/L
Regolamento: Gruppo di Preghiera " Amici di S. Gianna "
Gruppo di Preghiera
“AMICI DI SANTA GIANNA BERETTA MOLLA”
Conversano (Bari)
Gianna Beretta Molla nacque a Magenta(MI) il 4 ottobre 1922.
Giovane impegnata, fidanzata, sposa, madre, medico
morì il 28 aprile 1962, offrendo la sua vita per salvare quella della figlia nascente.
Fece parte dell’Azione Cattolica
e diede inizio alla Conferenza di San Vincenzo de' Paoli di Magenta.
Il 16 maggio 2004, papa Giovanni Paolo II ne proclamò la santità di vita.
Il messaggio di Gianna è il messaggio di una madre di famiglia.
È un messaggio di gioia e di amore per il Signore e per il prossimo, per la vita e per tutte le cose belle della vita, per la professione e per la famiglia, sino al dono totale di sé.
È il messaggio di una donna testimone esemplare del Vangelo come giovane impegnata, come fidanzata, sposa, madre e medico.
È un messaggio semplice ma fondamentale, universale, di piena e permanente attualità.
REGOLAMENTO INTERNO
1.Costituzione
Il Gruppo di Preghiera: “ Amici di Santa Gianna Beretta Molla “ si costituisce in Conversano (Bari) il giorno 11 Febbraio 2011 – Memoria della B.V.M. di Lourdes.
Ci incontriamo ogni 28 del Mese presso i locali della parrocchia S. Andrea da ottobre a giugno. Ci ritroviamo sempre con grande gioia e voglia di stare insieme. Ci sentiamo una grande famiglia, che sa di far parte di una famiglia ancora più grande: la nostra parrocchia.
I nostri incontri iniziano con il S. Rosario; segue la S. Messa; proseguono poi con momenti di approfondimento sulla figura di Santa Gianna.
Affrontiamo argomenti di attualità, approfondiamo la lettura di documenti del Magistero, leggiamo e riflettiamo sulla Parola di Dio e tante altre cose, senza farci mancare momenti di convivialità fraterna, sempre allegri e gioiosi.
2.Finalità
Conoscere e diffondere il messaggio di Santa Gianna Beretta Molla, che rappresenta per l’umanità un grande richiamo ai valori della vita e della famiglia.
Ispirarsi alla sua testimonianza di presenza attiva nella vita della comunità parrocchiale.
Impegnarsi nell’apostolato delle famiglie.
Vivere la preghiera con impegno quotidiano.
Il Gruppo si propone :
Adesione piena e incondizionata alla dottrina della Chiesa Cattolica guidata da Papa e Vescovi;
Obbedienza al Papa, ai Vescovi, al Direttore Spirituale, ed a tutta la gerarchia ecclesiastica;
Preghiera con la Chiesa, per la Chiesa e nella Chiesa, con la partecipazione attiva alla vita liturgica e sacramentale, disponibilità al servizio delle propria parrocchia ed alle attività del gruppo di preghiera;
Recita del Santo Rosario (almeno una volta al giorno) per le famiglie e per le intenzioni di preghiera affidate all’intercessione di Santa Gianna.
Carità fattiva ed operosa a sollievo di sofferenti e bisognosi come attuazione pratica della carità verso Dio.
Il gruppo opera senza fine di lucro
3.Organizzazione
Direttore Spirituale:
Il Gruppo di Preghiera ha un Direttore Spirituale, che è il Parroco stesso o un suo delegato. Egli curerà la formazione e l’istruzione religiosa degli aderenti, mediante istruzioni appropriate, ritiri, corsi di esercizi spirituali o altre iniziative.
Inoltre, in caso di atteggiamento non conforme alle regole della Chiesa da parte di un membro del Gruppo, il Direttore Spirituale potrà disporne l’allontanamento e la revoca di qualunque mandato eventualmente in essere in capo al membro stesso.
Responsabile:
Il Responsabile, è scelto in seno al Gruppo per votazione, a maggioranza di voti.
Esso dura in carica cinque anni ed è rieleggibile. Convoca e presiede le riunioni del Gruppo.
Segretaria:
La Segretaria, individuata fra i componenti del gruppo, coadiuva il Responsabile e ha i seguenti compiti:
- provvede alla tenuta ed all’aggiornamento dell’elenco degli aderenti al Gruppo;
- provvede al disbrigo della corrispondenza;
- é responsabile della redazione e della conservazione dei verbali delle riunioni
Il presente Regolamento interno potrà essere modificato o integrato con ulteriori articoli, previa discussione tra gli aderenti e con il benestare del Direttore Spirituale, per sopravvenute esigenze nell’organizzazione e/o attività del Gruppo.
Preghiera per la famiglia
con parole dagli scritti di Santa Gianna Beretta Molla
Padre, ti benediciamo
perché l'amore è il sentimento più bello
che Tu hai posto nell'animo degli uomini.
Illumina il cuore dei giovani
a comprendere che amare vuol dire
desiderio di perfezionare se stessi, la persona amata,
superare il proprio egoismo, donarsi.
Fa' che tra gli sposi l'amore
sia totale, pieno, completo,
regolato sulla tua legge.
Con il tuo aiuto e la tua benedizione,
ogni famiglia diventi sempre più
un piccolo cenacolo ove Gesù
regna sopra tutti gli affetti,
i desideri e le azioni.
Sostieni i genitori perché siano
tuoi collaboratori nella creazione
e possano offrire a Te
dei figli che ti amino e ti servano.
Dove è presente qualche dolore,
fa' che gli sposi volendosi sempre bene,
con il tuo aiuto, sappiano insieme sopportarlo.
Concedi a tutti di scoprire e vivere il segreto della felicità:
vivere momento per momento e ringraziarti
di tutto ciò che nella tua bontà
ci mandi, giorno per giorno.
Con te nel cuore, fa' che godiamo della gioia di amarci
e che la portiamo a tutti.
Tu sarai la nostra forza e il nostro aiuto.
Amen
Conversano, 11 febbraio 2011
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