Gianna Emanuela, insieme a tutti i suoi familiari, ringrazia con tutto il cuore il carissimo Leonardo Sellitri, il Parroco Don Cornelio Ibeh e il Gruppo di Preghiera “Amici di Santa Gianna Beretta Molla” in Conversano (Bari), per tutto l’affetto, l’ammirazione e la devozione per la sua Santa Mamma.
Il Gruppo di Preghiera scrive a Papa Francesco
Il Gruppo di Preghiera scrive a Papa Francesco
In occasione della sua elezione e della festa liturgica di S. Gianna, il Gruppo di preghiera: Amiche di S. Gianna di Conversano ha inviato una lettera al nuovo Pontefice, esprimendo tutta la gioia per questo dono dello Spirito Santo. Presto Vi allegheremo il testo della lettera di invio e la relativa risposta della Segreteria del Vaticano.............................................................................
28 Aprile 2013 – Festa di S. Gianna
28 Aprile 2013 – Festa di S. Gianna
S. Gianna Beretta Molla:..................... “una santa della quotidianità”.........................
Nei giorni 25 – 26 – 27 Aprile alle ore 18,30 presso la Parrocchia di S. Andrea ci sarà la recita del santo rosario meditato per la vita, a seguire la S. Messa. Domenica 28 Aprile alle ore 18,30 s. rosario per la vita, alle ore 19,00 la S. Messa, durante la quale nuove consorelle ne entreranno a farne parte.
Della vita amava tutto ciò che era inno alla bellezza: la musica, suonava il pianoforte, la pittura, la montagna, amava la sua casa. Una donna, insomma, dei nostri tempi, dinamica e moderna, che sapeva distinguere, in ogni aspetto del creato, un riflesso dell’amore di Dio. Il suo grande ed incommensurabile amore per la vita, sacra e dono di Dio, spiega la sua decisione ad accettare il rischio di morire, piuttosto che far morire il figlio, che era in lei. Coerente con i principi della fede e nella gioia e nel dolore. Un esempio, il suo, valido per tutti, al quale possiamo ispirarci, se, come lei, ci apriamo fiduciosi all’amore di Dio.
Santa GiANNA Beretta Molla, parlando la lingua dell’amore di Dio, “ci mostra che è possibile a tutti prendere il Vangelo sul serio, mettere Gesù al centro della nostra vita, impegnarci a rafforzare la nostra fede.
EVVIVA IL PAPA
“Fratelli e sorelle, buonasera. Voi sapete che il dovere del conclave era quello di dare un vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli cardinali lo siano andati a prendere quasi alla fine del mondo, ma siamo qui. Grazie per l’accoglienza. E prima di tutto vorrei fare una preghiera per il nostro vescovo emerito Benedetto XVI: preghiamo tutti insieme per lui perché il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca”. Poi il papa con tutta la piazza recita la preghiera per eccellenza, il Padre Nostro. “E adesso incominciamo questo cammino, vescovo e popolo, un cammino di fratellanza. Preghiamo per tutto il mondo perché ci sia una fratellanza. Mi auguro che questo cammino di Chiesa che oggi iniziamo sia fruttuoso per la evangelizzazione di questa città. Vi chiedo una preghiera perché il Signore benedica il vostro vescovo”. Una preghiera silenziosa, e proprio in un silenzio surreale viste le migliaia di persona a San Pietro, i fedeli pregano con il papa. “Grazie per l’accoglienza, pregate per me. Domani andrò a pregare la Madonna. Buona notte e buon riposo”.
Comunicato
28 Gennaio: giornata di preghiera a SANTA GIANNA BERETTA MOLLA, Santa della Vita. Le amiche di Santa Gianna e le mamme Rose si uniscono spiritualmente in comunione di preghiera recitando il Santo Rosario per tutte le mamme, i giovani e per tutte le famiglie.
Testimonianza a Salerno con Gianna Emanuela Molla
XII CONVEGNO: " MISERICORDIA E FAMIGLIA"
Domenica 17 Marzo 2013
Cattedrale Primarziale di Salerno
INCONTRO CON I SANTI -----
SANTA GIANNA BERETTA MOLLA -------
" una vita per la vita" -----
Testimonianza di Gianna Emanuela Molla ----
Meditazione ore 17,00 -------
Celebrazione Eucaristica 18,30 -----
Animazione liturgica corale " SAN MATTEO "
Buon Compleanno carissima mamma
Oggi 4 Ottobre ... ricorrono i 90 anni dalla tua nascita. Nascita che ha illuminato il focolare della nostra famiglia, luce che ha riscaldato i cuori di tante altre mamme come te, luce che ha incendiato la vita di altre vite, luce che ha irradiato speranza, luce che ha diffuso gioia in tante anime. La tua ordinarietà, ferialità, semplicità d' animo, ha contribuito a fare di te la fiaccola di gioia che splende nei nostri cuori. Infiamma carissima mamma, i tanti cuori che a te ricorrono...
di luce divina, di amore eterno, di gioia perenne.
Buon compleanno....ai tuoi santi genitori Alberto e Maria, che ti hanno educato secondo i sani principi , inculcandoti i valori essenziali per condurre una vita di fede autentica.
Buon Compleanno... al tuo amato sposo e papà d'oro: Pietro Molla, ora ricongiunti insieme in paradiso cantate in eterno il Magnificat....
Buon Compleanno ai tuoi popi, i tuoi figli che imitando le tue sante virtù, zelano la tua memoria testimoniando instancabilmente in ogni parte del mondo il messaggio di una mamma santa che ha fatto della sua vita una vera e propria missione.
Buon Compleanno, a noi tutti figli e figlie spirituali di Santa Gianna sparsi nel mondo che respiriamo nell' attimo presente il profumo di santità che contagia tutti ...
90°Anniversario della nascita e del Battesimo di Santa Gianna Beretta Molla
90°Anniversario
della nascita e del Battesimo
di Santa Gianna Beretta Molla
04 Ottobre 1922 - 04 Ottobre 2012
BATTESIMO: SORGENTE DELLA SANTITÀ
La Grazia Santificante è vita. La Grazia Santificante
ci rende santi, cioè giusti.
Quindi la Santità consiste nell’avere la Grazia Santificante.
Tutta la nostra vita deve sopran- naturalizzarsi. Dobbiamo
aver cura della Grazia Santificante anche degli altri
(Santa Gianna, alle sue Giovani dell’Azione Cattolica di Magenta)
Festa di Santa Gianna Beretta Molla

50° Anniversario del transito al cielo di S. Gianna Beretta Molla
27 Aprile
è la notte in cui Gianna sapendo di essere chiamata a passare da questo mondo al Padre si affidò totalmente a lui, e ciò la rese pienamente Santa.
28 Aprile 2012
ore 18.30 Santo Rosario
ore 19.00 Santa Messa presso la Parrocchia di Sant' Andrea in Conversano ( Ba )
"MESSAGGIO" DELLA "GIORNATA PER LA VITA 2012"

«La vera "giovinezza" fiorisce
in chi non si chiude alla "vita"»
«La vera "giovinezza" risiede, e "fiorisce", in chi non si "chiude" alla "vita"!»;
inizia così il "Messaggio", che il "Consiglio Episcopale Permanente" della "Cei"
ha diffuso oggi, in vista della "34esima Giornata Nazionale per la Vita",
che la "Chiesa Italiana" celebra la "Prima Domenica di Febbraio".
Il "Consiglio Episcopale Permanente" della "CEI"
("Avvenire", 8/11/’11)
"GIORNATA PER LA VITA": 5 Febbraio 2012
"Giovani aperti alla vita"
La vera "giovinezza" risiede e fiorisce in chi non si chiude alla vita! Essa è testimoniata da chi non rifiuta il suo dono – a volte misterioso e delicato – , e da chi si dispone a esserne servitore, e non padrone, in se stesso e negli altri. Del resto, nel "Vangelo", Cristo stesso si presenta come "servo" (cfr. "Lc 22,27"), secondo la "profezia" dell’"Antico Testamento". Chi vuol farsi padrone della vita, invecchia il mondo!
"Educare" i giovani a cercare la vera giovinezza, a compierne i desideri, i sogni, le esigenze in modo profondo, è una sfida oggi centrale. Se non si educano i giovani al senso, e dunque al rispetto e alla valorizzazione della vita, si finisce per impoverire l’esistenza di tutti, si espone alla deriva la convivenza sociale e si facilita l’emarginazione di chi fa più fatica. L’aborto e l’eutanasia sono le conseguenze estreme e tremende di una mentalità che, svilendo la vita, finisce per farli apparire come il male minore: in realtà, la vita è un bene non negoziabile, perché qualsiasi compromesso apre la strada alla prevaricazione su chi è debole e indifeso.
In questi anni, non solo gli indici demografici, ma anche ripetute drammatiche notizie sul rifiuto di vivere da parte di tanti ragazzi, hanno angustiato l’animo di quanti provano rispetto e ammirazione per il dono dell’esistenza.
Sono molte le situazioni e i problemi sociali a causa dei quali questo dono è vilipeso, avvilito, caricato di fardelli spesso duri da sopportare. Educare i giovani alla vita significa offrire esempi, testimonianze e cultura che diano sostegno al desiderio di impegno che in tanti di loro si accende, appena trovano adulti disposti a condividerlo.
Per educare i giovani alla vita occorrono adulti contenti del dono dell’esistenza, nei quali non prevalga il cinismo, il calcolo o la ricerca del potere, della carriera o del divertimento fine a se stesso.
I giovani di oggi sono spesso in balia di strumenti – creati e manovrati da adulti e fonte di lauti guadagni – , che tendono a soffocare l’impegno nella realtà e la dedizione all’esistenza. Eppure, quegli stessi strumenti possono essere usati proficuamente, per testimoniare una cultura della vita!
Molti giovani, in ogni genere di situazione umana e sociale, non aspettano altro che un adulto carico di simpatia per la vita che proponga loro, senza facili moralismi e senza ipocrisie, una strada per sperimentare l’affascinante avventura della vita.
È una chiamata che la Chiesa sente da sempre, e da cui oggi si lascia con forza interpellare e guidare! Per questo, la rilancia a tutti – adulti, Istituzioni e "corpi sociali" – , perché chi ama la vita avverta la propria responsabilità verso il futuro. Molte e ammirevoli sono le iniziative in difesa della vita, promosse da singoli, Associazioni e Movimenti. È un servizio spesso silenzioso e discreto, che però può ottenere risultati prodigiosi. È un esempio dell’Italia migliore, pronta ad aiutare chiunque versa in difficoltà!
Gli anni recenti, segnati dalla crisi economica, hanno evidenziato come sia illusoria e fragile l’idea di un progresso illimitato e a basso costo, specialmente nei campi in cui entra più in gioco il valore della persona. Ci sono curve della storia che incutono in tutti, ma soprattutto nei più giovani, un senso di inquietudine e di smarrimento. Chi ama la vita non nega le difficoltà: si impegna, piuttosto, ad educare i giovani a scoprire che cosa rende più aperti al manifestarsi del suo senso, a quella "trascendenza" a cui tutti anelano, magari a tentoni! Nasce così un atteggiamento di servizio e di dedizione alla vita degli altri, che non può non commuovere e stimolare anche gli adulti.
La vera giovinezza si misura nella accoglienza al dono della vita, in qualunque modo essa si presenti con il "sigillo" misterioso di Dio!
Roma, 4 Novembre 2011, Memoria di "San Carlo Borromeo".
Il "Consiglio Episcopale Permanente" della "Conferenza Episcopale Italiana".
Beato Giovanni Paolo II prega per tutti noi
O Dio, mirabile nei tuoi santi,
ti ringraziamo per aver donato alla Chiesa
il beato Giovanni Paolo II, papa,
e per aver fatto risplendere in lui
la tenerezza della tua paternità,
la gloria della croce di Cristo
e lo splendore dello Spirito di amore.
Egli, confidando totalmente nella tua infinita misericordia
e nella materna intercessione di Maria,
ci ha dato un'immagine viva e penetrante
di Gesù Buon Pastore
e ci ha indicato la santità
come misura alta della vita cristiana ordinaria
e quale strada per raggiungere la comunione eterna con te.
Ravviva in noi la memoria grata del suo insegnamento
e donaci di imitare l'esempio
della sua limpida e tenace testimonianza,
perché nessuno, a qualunque popolo appartenga,
chiuda il suo cuore alla grazia salvifica di Cristo,
unico Redentore dell'uomo. Amen.
Festa di S. Gianna 2011
Si ricorda giovedì 28 aprile l’anniversario della morte di Santa Gianna Beretta Molla. Dopo la Beatificazione Sua Santità disse di lei “Quale eroica testimonianza è la sua, vero canto alla vita, in stridente contrasto con una certa mentalità oggi dilagante! Possa il suo sacrificio infondere coraggio in quanti si adoperano, mediante l’impegno personale e comunitario, nel Movimento per la Vita e in altri simili organismi, perché la dignità intangibile di ogni umana esistenza sia riconosciuta, dal momento del concepimento sino al naturale tramonto, come valore prioritario e fondante rispetto ad ogni altro diritto umano e sociale.”…
Bibliografia

* Antonio Maria Sicari, Il grande libro dei ritratti di santi. Dall'antichità ai giorni nostri, Jaka Book, Milano, 1997, ISBN 8816303247.
* Elio Guerriero, Pietro Molla, Santa Gianna Beretta Molla, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano), 2004, ISBN 8821551806
* Gianna Beretta Molla, Il tuo grande amore mi aiuterà a essere forte. Lettere al marito, a cura di Elio Guerriero, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano), seconda edizione riveduta, 2005, ISBN 8821540456.
* Maria Teresa Antognazza-Mario Picozzi-Antonio Rimoldi, Gianna Beretta Molla. La vita di famiglia come vocazione, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo, 2007, ISBN 8821558559.
* Ambrogio Cislaghi, Santa Gianna Beretta Molla dei Beretta di Magenta, Comune di Magenta, Magenta, 2009
* Santa Gianna Beretta Molla. Tutti i colori della vita. Donna, sposa, mamma... santa
Autore - Selva Cristina - Editore Shalom
* L'amore più grande. Santa Gianna Beretta Molla
Autore - Pelucchi Giuliana - Editore Paoline Edizioni
Preghiera per la famiglia
Preghiera per la famiglia
con parole dagli scritti di Santa Gianna Beretta Molla
Padre, ti benediciamo
perché l'amore è il sentimento più bello
che Tu hai posto nell'animo degli uomini.
Illumina il cuore dei giovani
a comprendere che amare vuol dire
desiderio di perfezionare se stessi, la persona amata,
superare il proprio egoismo, donarsi.
Fa' che tra gli sposi l'amore
sia totale, pieno, completo,
regolato sulla tua legge.
Con il tuo aiuto e la tua benedizione,
ogni famiglia diventi sempre più
un piccolo cenacolo ove Gesù
regna sopra tutti gli affetti,
i desideri e le azioni.
Sostieni i genitori perché siano
tuoi collaboratori nella creazione
e possano offrire a Te
dei figli che ti amino e ti servano.
Dove è presente qualche dolore,
fa' che gli sposi volendosi sempre bene,
con il tuo aiuto, sappiano insieme sopportarlo.
Concedi a tutti di scoprire e vivere il segreto della felicità:
vivere momento per momento e ringraziarti
di tutto ciò che nella tua bontà
ci mandi, giorno per giorno.
Con te nel cuore, fa' che godiamo della gioia di amarci
e che la portiamo a tutti.
Tu sarai la nostra forza e il nostro aiuto.
Amen



martedì 31 agosto 2010
MAGENTA Al meeting di Rimini una mostra dedicata a Santa Gianna Beretta Molla
Delegazione magentina al meeting di Rimini
MAGENTA Il sindaco Luca Del Gobbo, insieme agli assessori Tino Viglio e Giovanni Lami, al capogruppo del PDL in Consiglio comunale Rocco Morabito ed al consigliere Cristiano Del Gobbo, ha visitato la mostra ‘Santa Gianna Beretta Molla. Una vita per la vita’, allestita al Meeting di Rimini la scorsa settimana. L’esposizione, realizzata per iniziativa della Associazione di Magenta ‘Amici di Santa Gianna’ con il sostegno della Fondazione Santa Gianna Beretta Molla, ha illustrato il profilo biografico (dalla nascita alla morte fino alla canonizzazione della santa magentina da parte di Giovanni Paolo II nel 2004) riscuotendo un enorme successo di pubblico e critica al Meeting.
La folla al meeting per la mostra dedicata a Santa Gianna
‘E’ stato emozionante assistere ad una così intensa partecipazione- racconta il sindaco – a dimostrazione di quanto la figura di Santa Gianna sia amata: in un’epoca come quella in cui stiamo vivendo dove vengono meno i punti di riferimento e dove assistiamo ad una crisi di valori, Gianna Beretta Molla rappresenta l’esempio di moglie, madre e medico che a Magenta ha vissuto la sua santità testimoniando i valori più profondi della cristianità, la sacralità della vita e l’importanza della famiglia. Una vita esemplare che richiama costantemente ai valori della quotidianità, della semplicità, della famiglia e della solidarietà cui tutti noi, istituzioni comprese, dobbiamo guardare per favorire lo sviluppo delle nostre comunità e la crescita della nostra società’.
Il sindaco di Magenta Del Gobbo e altri membri della delegazione
Il presidente dell’Associazione ‘Amici di Santa Gianna’ e consigliere comunale Francesco Bigogno commenta così il successo dell’esposizione al Meeting di Rimini. ‘Per la prima volta un’associazione magentina è stata invitata al Meeting per portare la propria esperienza, un onore per la città di Magenta. Per noi è stato motivo di grande soddisfazione poter allestire questa esposizione e condividere questa esperienza con la figlia Gianna Emanuela (Giannina) e con Madre Virginia Beretta collaborando con loro ‘braccio a braccio’. La mostra è stata visitata da migliaia di persone e, nei giorni di apertura del Meeting, abbiamo venduto più di 2000 libri dedicati alla Santa’.
LA FAMIGLIA

SANTA GIANNA BERETTA MOLLA DEI BERETTA DI MAGENTA
LA FAMIGLIA
I Beretta appartengono a una delle famiglie storiche di Magenta, già molto legata alla Città fin dalla metà del Seicento con i fratelli Giuseppe e Antonio Beretta.
Essi, attraverso Milano, sicuramente provenivano col padre Carlo da Venezia.
Carlo infatti nel 1662 acquista importanti beni immobili a Magenta e, nei documenti milanesi che lo riguardano, è definito figlio di un certo Antonio, “pubblico mercante della città dei Veneziani”.
A Milano Carlo aveva un fratello maggiore, Ambrogio, che presumibilmente gli aveva fatto da apristrada.
Ambrogio e Carlo, tuttavia, dovevano già possedere qualche addentellato parentale in Milano, tant’è che questa famiglia espresse in quegli anni un Sacerdote per l’Arcidiocesi: Don Giovanni Battista Beretta, che fu poi Parroco di Magenta dal 1669 al 1675.
In quel medesimo anno 1669, nasceva a Magenta il primo Beretta di Contrada San Martino (via Roma), Giovanna (Giovanna Margherita), figlia di Giuseppe, il quale però rimarrà a Magenta solo qualche anno, tanto che un suo secondo figlio, Carlo, nascerà probabilmente a Milano.
Dopo il 1669, invece, Antonio Beretta si stabilisce definitivamente a Magenta in Contrada San Martino (via Roma).
Dai fratelli Ambrogio e Carlo, in forza di questi primi, forti legami dei Beretta con Magenta (e per la grande pietà cristiana soprattutto di Ambrogio, che, per ciò che vedremo subito, sembra essere di esempio per Carlo), deriva un duplice, importante lascito testamentario a favore della Città.
Ambrogio acquisiva nel 1677 il Patronato su una Cappella interna alla Parrocchiale di San Martino (allora, col suo Cimitero Comune, in piazza Kennedy, quasi d’angolo con via Roma), con il mantenimento in perpetuo di un Prete in più per Magenta (era la Cappella dei Morti, perché il grande quadro dell’altare, ora nel Santuario di Santa Maria Assunta, uno dei “luoghi di vita” di Santa Gianna, rappresenta le anime del Purgatorio).
Carlo, in modo più impegnativo, acquisisce nel 1687, dopo il fratello, il Patronato sulla Cappella della Madonna del Rosario, nella medesima Parrocchiale, con il mantenimento perpetuo di un secondo Prete in più per Magenta e la manutenzione della Cappella stessa.
L’ ALBERO GENEALOGICO DEI BERETTA TRA SEICENTO E SETTECENTO
A cavallo dei due secoli, i capifamiglia Beretta di Magenta sono quattro (Arcangelo e Alessandro, figli del secondo Antonio e pronipoti del primo Antonio, il mercante di Venezia; più un terzo Antonio, della terza generazione del Seicento e un Giovanni Angelo, congiunti dei primi due e venuti probabilmente da Milano).
Si propone qui di seguito un albero genealogico di questi Beretta. In rilievo si trovano gli ascendenti diretti di Santa.
Proprio Alessandro e Arcangelo, se non anche gli altri due, nel 1706 o appena prima, ristruttureranno radicalmente, nell’antica Parrocchiale di San Martino, la Cappella Beretta, dedicata alla Madonna del Rosario.
L’altare di questa Cappella, al completo, è posto oggi nel Santuario di Santa Maria Assunta.
Ovviamente non si possono seguire le diverse linee dinastiche che, tra Seicento e Settecento, vanno sviluppandosi.
Vedremo solo quella dei Beretta di Contrada San Martino, quella principale, intesa così nel senso della sua durata e dell’aver espresso a Magenta illustri personaggi.
E’ la linea che, derivando da Antonio, il mercante veneziano, arriva fino a Santa Gianna Beretta Molla.
LA LINEA DINASTICA DAL SECONDO ANTONIO A SANTA GIANNA
Antonio, figlio di Carlo e nipote del primo Antonio, il mercante di Venezia.
Dopo il 1669 e dopo il matrimonio con una magentina, si stabilì definitivamente a Magenta, pur mantenendo i contatti con Milano, soprattutto col padre Carlo.
Antonio non è morto a Magenta.
Suo fratello Giuseppe, che pure aveva contratto un matrimonio magentino, dopo qualche anno di permanenza nel Borgo, rientrò con la famiglia a Milano.
Arcangelo, figlio del secondo Antonio, pur non essendo nato a Magenta, vi abitò stabilmente, in Contrada San Martino (l’attuale via Roma). Però all’inizio, venendo da piazza Liberazione, nella casa del primo portone a destra, la quale allora aveva un solo piano.
Fu Notaio. Morì a Magenta nel 1767 e fu sepolto nel Cimitero Comune (che si trovava sul sagrato dell’antica Parrocchiale in piazza Kennedy, dirimpetto all’imbocco di via Leopardi, anche se nel 1767 era ormai stato ampliato sul lato Nord di San Martino, verso via Roma).
Alessandro, figlio del precedente, fu pure Notaio.
Nacque a Magenta nel 1722 e abitò nell’altra casa Beretta, in fondo a via Roma, dove poi sarebbe nata Santa Gianna.
Non è morto a Magenta.
Francesco, figlio del precedente.
Nato a Magenta nel 1749, fu Medico. Morì a Magenta nel 1807 e fu sepolto nel “Cimitero dei Sacerdoti” (anche se, probabilmente, non nella Parrocchiale di San Martino, viste le disposizioni di Napoleone al riguardo, ma nell’area riservata ai Canonici di San Martino al Cimitero).
I suoi numerosi figli, pur tutti nati a Magenta (l’ultimo nel 1800), non ebbero continuità in paese.
Con i figli di Francesco infatti, dopo i sovvertimenti sociali di fatto dovuti ai Francesi e a Napoleone, i Beretta si riducono sostanzialmente a Milano.
In Contrada San Martino a Magenta rimangono però stabilmente prima un fratello Sacerdote del Medico Francesco (Don Carlo Antonio Beretta) e poi, sicuramente nella casa in fondo a via Roma, un altro Sacerdote, nipote del Medico Francesco, Don Pompeo Beretta.
La casa di Don Carlo Antonio e di Don Pompeo era naturalmente frequentata anche dagli altri membri della famiglia, quantunque in modo meno stabile.
Giuseppe, figlio del Medico Francesco, nato a Magenta nel 1780, fu Ragioniere. Si sposò a Milano, già inserito nel mondo della borghesia ottocentesca, a differenza di suo padre, che rappresentava, pur molto positivamente, il mondo del patriziato settecentesco.
Giuseppe prima fu accanto allo zio Don Carlo Antonio, rimasto a Magenta, poi curò personalmente i legami con Magenta di due figli che avevano intrapreso la carriera ecclesiatica: prima inizialmente Arcangelo, quindi Pompeo, che, una volta Prete, fu Coadiutore a Magenta.
Giuseppe è il personaggio dei Beretta che tramanda ai propri discendenti, della seconda metà dell’Ottocento, che l’unica casa avita dei Beretta di Contrada San Martino era quella in fondo a via Roma, dopo che l’altra, all’imbocco della Contrada, era stata venduta.
Nell’unica casa in fondo alla Contrada, Giuseppe morì nel 1846 e fu sepolto nel Cimitero Comunale, ormai corrispondente ai primi Campi dell’attuale Cimitero.
Enrico, figlio di Giuseppe, nacque a Milano nel 1829. Fu Ragioniere.
Per via del padre e del fratello Don Pompeo, frequentò normalmente il paese d’origine. Morì a Milano nel 1906, ma con tutta la famiglia (escluso il figlio Alberto) e col fratello Don Pompeo è sepolto nella Cappella Beretta al Cimitero Comunale di Magenta (lungo il lato Nord del Secondo Campo).
Un altro dei figli, Pietro, fu Medico a Magenta.
Alberto, figlio del precedente, nacque a Magenta nel 1881 e fu Impiegato in ambito amministrativo. Si sposò a Milano e morì a Bergamo nel 1942, ma la sua salma, con quella dei familiari, è stata riportata a Magenta.
E’ il padre di Santa Gianna.
Santa Giovanna Francesca (Santa Gianna), nacque a Magenta, nella casa avita, nel 1922 e qui fu battezzata (lo era stata anche la sorella Zita). Fu Medico. A Magenta si è sposata nel 1955 e a Magenta è morta nel 1962.
I PERSONAGGI ILLUSTRI
Innanzitutto, ovviamente, Santa Gianna e suo fratello, il Cappuccino Padre Alberto Beretta, Medico Chirurgo Missionario in Brasile, per il quale si è aperto il Processo di Canonizzazione.
Ambrogio e Carlo, per gli importanti lasciti testamentari (1677 e 1687) di fatto a favore dei Magentini.
Arcangelo e Alessandro, che, come si è detto, furono Notai, particolarmente stimati dai Magentini del loro tempo per le capacità professionali e per la disponibilità nei confronti dei bisognosi di ogni tipo.
In diverse circostanze la comunità locale fece ricorso ai loro servizi nell’interesse di tutti. Ad Alessandro si deve la cura per l’erezione della antica Parrocchiale di San Martino in Prepositurale, con un Prevosto e un Capitolo di Canonici.
Francesco, Medico, fu molto solerte verso i poveri, con la massima disponibilità: alla morte fu sepolto con i Sacerdoti.
Vengono in mente le parole di Santa Gianna, della quale Francesco è trisnonno, in merito alla professione medica che Gianna definisce come “sacerdotale”.
Francesco pubblicò anche una “Memoria storica della febbre epidemica che infestò le terre del magentini”, edita più volte.
Ci sono poi i Sacerdoti.
A prescindere da Don Giovanni Battista, Parroco a Magenta dal 1669 al 1675, conosciamo altri Sacerdoti appartenuti direttamente alla linea dinastica o a essa strettamente collegati, che hanno esercitato il loro ministero a Magenta o a partire da Magenta.
Dalla prima metà del Settecento alla fine dell’Ottocento, sono testimoniati Don Antonio Maria, del 1705, Don Antonio, del 1714, Don Carlo Antonio, del 1747, Don Giovanni, del 1758, Don Pompeo, del 1822.
Anche se dobbiamo prescindere dalle vicende particolari di questi Sacerdoti, compreso Don Pompeo, al quale è dedicata una via a Magenta, per trentun anni Coadiutore in Città, significativamente coinvolto nella battaglia risorgimentale 4 Giugno 1859, bisogna soffermarsi almeno su Don Carlo Antonio (1747-1828).
Egli era Canonico titolare della Cappella della Madonna del Rosario dei Beretta nell’antica Parrocchiale di San Martino di Magenta, quando nel 1815 o appena dopo, appunto perché sulla Cappella c’era il Patronato Beretta fin dal 1687, si provvide alla sua ristrutturazione.
La ristrutturazione operata precedentemente dai Beretta era stata nel 1706 e aveva mantenuto la dedicazione della Cappella alla Madonna del Rosario.
Ora, nel 1815, dopo le guerre napoleoniche e antinapoleoniche, il nuovo altare non conterrà più la statua della Madonna del Rosario, ma quella della Regina della Pace.
Questa statua, col medesimo significato di pace, fu trasportata nella nuova chiesa Parrocchiale, consacrata nel 1903, l’attuale Basilica di San Martino, la chiesa Parrocchiale di Santa Gianna.
Ai piedi di questa statua, Gianna Beretta e Pietro Molla, subito dopo il matrimonio, affidarono alla Madonna la loro nascente famiglia.
C’è una bella testimonianza di Madre Virginia Beretta, sorella di Gianna, rilasciata proprio a noi dell’Associazione “Amici di Santa Gianna Beretta Molla” di Magenta e riguardante questa statua del 1815: “Quanto pregare davanti a questa Madonnina!”.
Per quanto riguarda la fine Ottocento e il Novecento, vanno ricordati almeno Monsignor Giuseppe Beretta (1862-1942), zio di Santa Gianna, che fu Prevosto a Milano ed è sepolto a Magenta, e il già menzionato Padre Alberto Beretta (1916-2001), fratello di Santa Gianna.
LA CASA AVITA
Inizialmente fu, come già ricordato, quella all’imbocco di Contrada San Martino (in via Roma, provenendo dalla piazza Liberazione, la casa del primo portone a destra, allora di un solo piano).
Poi, col Settecento, si aggiunse la casa in fondo a via Roma, dove nacque Santa Gianna, ora profondamente ristrutturata.
Nel 1826, all’epoca di Giuseppe Beretta (1780-1846), bisnonno di Santa Gianna, fu venduta la prima casa.
Da quella data, la casa in fondo a via Roma fu considerata come casa avita dei Beretta di Contrada San Martino di Magenta.
Effettivamente questa casa in fondo alla Contrada, quasi a ridosso, con la sua estesa vigna, della antica chiesa Parrocchiale, era già abitata dai Beretta della Contrada almeno dal 1770, dai tempi di Alessandro Beretta (nato a Magenta nel 1722), nonno di Giuseppe.
Tuttavia una cartina del 1753 assegna l’area di quella casa (tra l’altro con lo stesso perimetro volumetrico che la caratterizzerà anche molto più avanti nel tempo), a una proprietà di tipo “patrizio”: era l’appartenenza sociale dei Beretta di Contrada San Martino (cioè, nel 1753, dei Notai Arcangelo e Alessandro Beretta).
Ciò non toglie che proprio per questa casa, vuoi per interessi notarili, con la disponibilità dimostrata dai Notai Beretta nei confronti di tutti, vuoi per un colloquio con un Sacerdote, di generazione in generazione sono passati tanti magentini, comprese le ragazze dell’Oratorio che Santa Gianna regolarmente vi ospitava.
Testi e documenti al completo con la bibliografia in:
Ambrogio Cislaghi "Santa Gianna Beretta Molla dei Beretta di Magenta" di prossima pubblicazione (entro Giugno 2008)
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